da Redazione | Apr 12, 2026 | Natura e Parchi nel mondo
La Spagna lungo le Vías verdes in Bicicletta
Là dove un tempo i treni viaggiavano veloci, oggi si continua ad andare lontano, ma a ritmo lento. Là dove un tempo c’erano le rotaie, oggi si pedala o si cammina lungo sentieri dove si intrecciano natura, storia e cultura. Un nuovo modo di viaggiare sostenibile proposto dalle Vías Verdes della Spagna: una rete di oltre tremila chilometri di percorsi ciclopedonali ricavati da antiche linee ferroviarie dismesse.
Il progetto, promosso a partire dal 1993 dalla Fundación de los Ferrocarriles Españoles, nasce dall’iniziativa di riutilizzare e valorizzare il patrimonio storico e culturale delle linee ferroviarie spagnole in disuso.
Gli itinerari delle Vìas verdes sono distribuiti in tutta la Spagna e sono alla portata di tutti; poterli percorrere in bicicletta è un’occasione per scoprire in modo autentico questo paese, che sia per una breve escursione o un viaggio di più giorni (sul sito viasverdes.com si trova la descrizione di ogni percorso insieme alle informazioni pratiche, mappe e servizi).
Dal paesaggio rurale delle Asturie, ai tracciati catalani che scorrono tra vulcani addormentati, dalle valli che connettono l’ovest dell’Estremadura al nord della Castiglia e Léon, agli scenari andalusi punteggiati da uliveti, fino a quelli fluviali del Parco della Sierra Morena di Siviglia. Una selezione di cinque Vías Verdes, adatte a tutti, da percorrere in bicicletta.
L’incontro con l’orso lungo la Vía Verde Senda del Oso
Valli, pascoli e villaggi rurali definiscono il paesaggio delle Asturie, nel nord della Spagna, dove si snoda uno degli itinerari più noti delle Vías Verdes, la Senda del Oso, il sentiero dell’orso. Il percorso ciclabile e pedonale è lungo circa cinquanta chilometri e segue il tracciato di una vecchia ferrovia mineraria sud-ovest di Oviedo, attraverso le straordinarie valli di Proaza, Quirós, Santo Adriano e Teverga.
Il tratto più popolare de la Senda del Oso è quello di undici chilometri che corre parallelo al fiume Trubia, da Tuñón a Caranga Baxu. Percorribile tutto l’anno, è particolarmente adatto alle famiglie con bambini perché la grande attrazione, nei pressi dell’area ricreativa di Buyera, sono i Cercados Oseros, ossia i recinti in cui vivono orsi bruni cantabrici incapaci di riadattarsi all’ambiente naturale, posti sotto la cura della Fondazione Orso delle Asturie. È qui che, dopo essere stata trovata ferita, vive attualmente in semilibertà l’orsa Molina, nata nel 2013.
La Vía Verde del Carrilet I per degustare la cucina vulcanica della Garrotxa
Nel sud est del paese, in Catalogna, la Vía Verde del Carrilet I segue il tracciato della vecchia ferrovia a scartamento ridotto (chiamata carrilet in catalano) rimasta in funzione fino agli anni Sessanta. Il percorso, lungo cinquantacinque chilometri attraversa un territorio sorprendente. La partenza è da Olot, cittadina circondata dal Parc Natural de la Zona Volcànica de la Garrotxa, che protegge un paesaggio lussureggiante scolpito da un’attività geologica risalente a 700.000 anni fa.
In sella alla bicicletta si pedala in una zona di antichi vulcani spenti, attraversa crateri, coni vulcanici, colate basaltiche e campi che affiorano tra boschi di querce e faggi. A rendere speciale questa Vía Verde è anche la gastronomia: la cucina vulcanica tipica della Garrotxa valorizza prodotti locali come i fagioli de Santa Pau, le patate d’Olot, i salumi artigianali e i formaggi di montagna. Il percorso scende poi verso la pianura e tocca valli attraversate dai fiumi Fluvià, Brugent e Ter, i pascoli di Salt, per terminare a Girona.
Giunti a destinazione, è d’obbligo dedicare qualche giorno alla visita del capoluogo della Costa Brava, nel suo intreccio di vicoli acciottolati e mura medievali racchiude tesori d’arte e architettonici.
Attraverso valli, boschi e borghi antichi sulla Vía Verde Ruta de la Plata
La Vía Verde Ruta de la Plata è una delle più lunghe e conosciute della Spagna e sfrutta il tracciato dell’antica linea ferroviaria Plasencia-Astorga, inaugurata alla fine del XIX secolo e dismessa negli anni Ottanta.
Attualmente sono più di centodieci i chilometri riqualificati per ciclisti ed escursionisti, ma uno dei tratti più conosciuti è quello tra Plasencia e Béjar: un itinerario di circa sessantacinque chilometri, semplice e adatto per pedalare senza grandi dislivelli.
La Vía Verde Ruta de la Plata attraversa un territorio molto variegato: si estende da Plasencia, capoluogo del Jerte nella regione dell’Estremadura, attraverso la valle dell’Ambroz e i pascoli, passando per boschi di querce e di latifoglie.
Si intercettano piccoli centri abitati come Aldeanueva del Camino, dove è facile imbattersi nell’antica Via de la Plata di origine romana, e il pittoresco borgo di Hervás, noto per il patrimonio storico e culturale lasciato dalla comunità ebraica.
Infine si raggiunge Béjar, in Castiglia e Léon, che merita una visita per il suo patrimonio storico culturale, tra cui figura il complesso rinascimentale di villa del Bosque, nonché per l’interessante eredità industriale del XIX e il XX secolo legata al settore tessile, a cui è dedicato il museo situato sulle rive del fiume Cuerpo de Hombre. Particolarmente suggestivo terminare questa Vía verde alle pendici delle alte e innevate vette della Sierra de Béjar, dichiarata Riserva della Biosfera.
In Andalusia: la Vía Verde del Aceite e la Vía Verde della Sierra Morena di Siviglia
Un viaggio nel cuore della cultura dell’olio d’oliva, tra distese infinite di ulivi. La Vía Verde del Aceite (in spagnolo ‘aceite’ indica l’olio d’oliva) è un itinerario di centoventotto chilometri che si snoda lungo l’antica linea ferroviaria, che un tempo collegava Jaén e Puente Genil (Córdoba) ed oggi è la Vía verde più lunga dell’Andalusia.
Un percorso ideale per chi cerca un’autentica esperienza nella campagna andalusa, per pedalare attraverso gli uliveti delle province di Jaén e Córdoba fino a raggiungere le sponde del fiume Genil. Lungo il percorso si possono ammirare tredici eccezionali viadotti ferroviari in metallo della scuola di Eiffel, tra cui quelli sui fiumi Víboras, Guadajoz, Bailón e La Sima. Da visitare anche il giardino delle varietà di olivo ad Alcaudete e il Museo dell’Olio d’Oliva presso la stazione di Luque.
Tra gli itinerari più spettacolari del sud della Spagna figura anche la Vía Verde della Sierra Morena di Siviglia che si snoda nel centro del Parco Naturale Sierra Morena di Siviglia, attraversando quattro dei suoi paesi dal ricco patrimonio culturale, come Constantina, Cazalla de la Sierra, Alanís e San Nicolás del Puerto.
Il percorso di diciannove chilometri, perfetto anche per le famiglie, permette di ammirare gli elementi più attrattivi del Parco Naturale Sierra Morena, come il monumento naturale Cerro de Hierro, un’antica miniera a cielo aperto situata tra i comuni di San Nicolás del Puerto e Constantina, la spiaggia fluviale di San Nicolás del Puerto, la sorgente del fiume Huéznar con le sue cascate. Natura da osservare e da ascoltare, le Vías Verdes rappresentano un invito a rallentare e ad entrare profondamente in contatto con alcuni dei paesaggi più suggestivi della Spagna.
da Redazione | Nov 7, 2025 | Blog/News, Natura e Parchi nel mondo
Architetture di design, acque curative millenarie e rituali che attingono alla cultura locale: il benessere sloveno si distingue per un approccio contemporaneo radicato nel territorio a poche ore dal confine con l’Italia
La Slovenia custodisce uno dei patrimoni termali più ricchi d’Europa. Ottantasette sorgenti di acque salutari sgorgano nel punto di incontro tra le Alpi e il Mediterraneo, la Pianura Pannonica e il Carso, creando un mosaico di esperienze wellness dove architettura contemporanea, tradizione curativa e ingredienti a chilometro zero si fondono in atmosfere di benessere.
Secoli di cure
Le sorgenti termominerali slovene erano note già all’epoca romana. Alcuni complessi termali vantano oltre seicento anni di tradizione, frequentati nei secoli da signori medievali, alchimisti e corti europee. Questa eredità storica si è evoluta in spazi che mantengono intatto il legame con i fattori curativi naturali: acque termominerali, peloidi minerali, torba, talassoterapia con acqua di mare, salamoia e fanghi salini, oltre a un clima benefico con aerosol.
Le acque minerali slovene hanno conquistato fama mondiale. La Donat Mg detiene il primato come acqua minerale con il più alto contenuto di magnesio al mondo, mentre la Radenska è conosciuta ben oltre i confini nazionali da secoli. Questi tesori naturali rappresentano la base su cui si sviluppa un’offerta wellness che bilancia medicina tradizionale e approcci contemporanei.
Design e green certificate
Le spa slovene hanno saputo coniugare funzionalità e estetica contemporanea. Gli spazi sono progettati per favorire il rilassamento attraverso ambienti curati dove il design moderno dialoga con la storia del luogo tra legno e roccia.
Le formule di ospitalità variano da hotel a cinque stelle a complessi più raccolti immersi nella natura, sempre con un’attenzione particolare all’architettura degli spazi wellness: sale saune articolate, piscine termali che si aprono sul paesaggio circostante, zone relax studiate per creare atmosfere avvolgenti. La formula slovena alla sostenibilità permea anche il settore termale.
Molte realtà hanno adottato pratiche green certificate, integrando il benessere personale con quello ambientale. Questa filosofia si riflette nella scelta dei materiali, nella gestione energetica e nell’utilizzo privilegiato di ingredienti locali per trattamenti e rituali.
Il tocco locale
Il miele, prodotto da una tradizione apistica radicata diventa protagonista di impacchi, massaggi, bagni e rituali in sauna. L’uva dei vigneti che ricoprono le colline trova spazio nella vinoterapia. La birra artigianale, i fiori di campo, le erbe del territorio vengono incorporate in trattamenti che raccontano la Slovenia attraverso profumi, texture e proprietà benefiche.
I rituali attingono sia alla sapienza locale sia a tecniche tradizionali provenienti da culture lontane. L’hammam turco convive con massaggi orientali e trattamenti ayurvedici completi, mentre i cuscinetti profumati di erbe e i suoni di campane tibetane creano percorsi sensoriali che favoriscono la consapevolezza di sé.
Poli termali all’avanguardia
I poli termali sloveni sono classificati in nove aree di indicazione terapeutica, ciascuna dotata di personale medico specializzato. La balneologia, disciplina che unisce metodi di cura e riabilitazione attraverso acque termali e minerali, si integra con diagnostica avanzata e le più recenti scoperte mediche. Questa visione olistica permette di personalizzare i programmi secondo necessità specifiche: dalla disintossicazione al riequilibrio immunitario, dalla gestione del peso alla riabilitazione.
Selfness
I programmi di selfness mettono la salute fisica e mentale al centro, insegnando pratiche da portare nella quotidianità: esercizi mattutini energizzanti, tecniche di respirazione, camminate a piedi nudi, bagni nella foresta, meditazione serale. L’obiettivo è trasformare la vacanza termale in un momento di apprendimento di rituali personali da conservare oltre il soggiorno.
Relax e vicinanza
La vicinanza all’Italia rende le terme slovene una destinazione ideale per brevi soggiorni rigeneranti. La varietà dei paesaggi offre contesti diversificati: centri termali tra vigneti, architetture abbracciate da boschi, terme lungo fiumi cristallini, in montagna o in riva al mare. Questa diversità permette di combinare il relax termale con attività all’aperto in ogni stagione: escursioni estive, pedalate tra i filari, sci invernale, momenti di cultura tra musei e festival urbani.
da Redazione | Giu 11, 2024 | Blog/News, Natura e Parchi nel mondo
Esiste un luogo nel mondo che è considerato il borgo più bello in assoluto, infatti ha più turisti che abitanti. Scopriamo insieme dove si trova questo posto incantato.
Esiste un luogo che è considerato il più bello del mondo, è un incantevole villaggio che attira i turisti di tutto il mondo, così tanto che il numero dei visitatori è cento volte maggiore a quello degli abitanti stessi, soprattutto durante il periodo primaverile e quello estivo. Le case di questo borgo risalgono al XIV secolo ed offrono un’esperienza autentica ed unica. Nonostante questo villaggio non abbia attrazioni turistiche specifiche, è innegabile la sua bellezza.
Il villaggio presenta una strada iconica, che prende il nome di Arlington Row, ed è famosa in quanto è fiancheggiata da cottage antichi fatti in pietra color miele risalenti al 1300. Questo luogo è uno dei più fotografati al mondo. Questo piccolo angolo pittoresco inoltre è anche un’area importante di conservazione architettonica, tanto da aver fatto da sfondo a Robert De Niro e Michelle Pfeiffer nel film Stardust.
IL BORGO PIÙ BELLO DEL MONDO
Quello che è considerato il borgo più bello del mondo è situato nelle pittoresche Cotswolds, nel Gloucestershire, in Inghilterra. Stiamo parlando del Villaggio di Bibury.
Questo villaggio ha molti più turisti che abitanti proprio perché è famoso per essere il borgo più bello del mondo. Non ci sono particolari attrazioni turistiche, ma la sua bellezza è decisamente innegabile tanto da attirare turisti provenienti da tutto il mondo.
Il villaggio offre tantissimi luoghi di interesse, ovvero edifici storici abitati un tempo da tessitori, una locanda ricoperta di edera che aggiunge un tocco romantico al villaggio, un sentiero lungo il fiume Coln che offre una vista spettacolare e conduce ad un prato pittoresco chiamato Rack Island, un piccolo allevamento di trote, ma anche qualche bar e ristorante per coloro i quali vogliono optare per un po’ di convivialità e ristoro.
Se volete visitare anche voi questo borgo vi consigliamo di optare per i numerosi alloggi disponibili sia all’interno del villaggio che nei dintorni, in quanto Bibury è una destinazione ideale per chi desidera concedersi un soggiorno rilassante immerso sia nella storia che nella natura.
Vi consigliamo di dedicare del tempo all’esplorazione di questo affascinante villaggio, immergendovi nella sua bellezza ma anche nella sua tranquillità. La popolazione locale inoltre è nota per la sua cordialità ed accoglienza, cosa che rende il soggiorno ancora più piacevole.
Se vi volete allontanare per un po’ dal trambusto della città rifugiatevi nel villaggio di Bibury che rappresenta una vera e propria oasi di bellezza e pace.
da Redazione | Mar 18, 2024 | Natura e Parchi nel mondo
Scopri il Ponte Dorato in Vietnam, un’opera architettonica unica, sostenuta da enormi mani in pietra, che sembra sfidare la gravità.
Nel cuore del Vietnam, si erge una meraviglia dell’ingegneria e dell’arte: il Ponte Dorato. Questa straordinaria costruzione non è solo un capolavoro architettonico ma anche un simbolo di bellezza e innovazione. Situato nel resort sulle colline di Ba Na, il ponte offre una vista mozzafiato e un’esperienza unica ai suoi visitatori.
Il Ponte Dorato: un viaggio verso il cielo
Il Golden Hands Bridge, noto anche come Ponte Dorato, rappresenta un punto di incontro tra innovazione architettonica e bellezza naturale. Situato in Vietnam, questo ponte pedonale è unico nel suo genere. Sorretto da due mani giganti in pietra, sembra emergere direttamente dalla terra, creando un collegamento magico con il cielo.
Progettato dallo studio Ta Landscape Architecture, si trova in un resort sulle colline di Ba Na. Le mani, sebbene di recente costruzione, sono state realizzate per apparire come se fossero antiche, aggiungendo un tocco di mistero e fascino storico all’opera. Il ponte non solo collega i giardini del resort alla funivia, ma offre anche una vista mozzafiato sulle colline circostanti. La sua impalcatura in giallo oro brilla sotto il sole, accentuando ulteriormente la sua bellezza. Inaugurato nel 2018, il Golden Hands Bridge è diventato rapidamente una delle attrazioni principali del Vietnam, attirando visitatori da tutto il mondo. La sua costruzione, costata circa 2 miliardi di dollari, testimonia l’importanza di questo ponte non solo come attrazione turistica, ma anche come capolavoro di design.
Oltre il ponte: un mondo di meraviglie
Visitare il Golden Hands Bridge ti offre l’opportunità unica di esplorare le Ba Na Hills, una destinazione ricca di attrazioni. Raggiungibile in un’ora da Da Nang, il viaggio verso queste colline è un’avventura in sé. Molti scelgono un driver privato, una soluzione conveniente per godersi il paesaggio senza preoccupazioni. Una volta arrivato, il resort e parco divertimenti di Ba Na Hills si apre davanti a te, offrendo navette e opzioni di accesso diverse, inclusi pranzi a buffet. Ma anche scegliere di acquistare il biglietto solo per il ponte e la funivia è un’opzione, con prezzi accessibili che variano a seconda dell’orario di ingresso.
La funivia, tra le più lunghe del mondo, è un’esperienza da non perdere. Ma Ba Na Hills nasconde altre gemme: il Giardino dell’amore, con i suoi 9 giardini di fiori tropicali, offre viste mozzafiato. La ricostruzione di un villaggio francese, completa di botteghe e castello, ti trasporta in un’altra epoca.
Non dimenticare la Linh Ung Pagoda, situata a 1500 metri di altezza. Qui, una statua di Buddha Shakyamuni alta 27 metri domina il paesaggio, offrendo un momento di pace e riflessione. Ba Na Hills è un mondo a sé, dove ogni angolo rivela storie e meraviglie.
Il Ponte Dorato rappresenta una fusione perfetta tra natura e ingegno umano, offrendo un’esperienza indimenticabile a chiunque lo visiti. La sua unicità sta non solo nella straordinaria concezione architettonica ma anche nell’ambiente circostante, che invita a scoprire le molteplici meraviglie del Vietnam. Un viaggio al Ponte Dorato è un’avventura che rimane impressa nel cuore e nella mente, un’esperienza da non perdere.