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Alonissos, l’isola greca più rilassante del mondo

Alonissos, l’isola greca più rilassante del mondo

Altro che Mykonos e Santorini: Alonissos è l’isola greca che nel 2026 conquista i viaggiatori in cerca di relax, natura e turismo sostenibile. Tra mare cristallino, spiagge selvagge, biodiversità unica e ritmi lenti, questa perla delle Sporadi resta lontana dall’overtourism e punta su un modello di vacanza più autentico e rigenerante.

C’è ancora un angolo di Grecia dove non arrivano le orde dei selfie, i beach club rumorosi e i cocktail dai prezzi folli. Si chiama Alonissos ed è stata appena incoronata come una delle destinazioni più rilassanti al mondo per una vacanza estiva nel 2026.
Quest’isola delle Sporadi Settentrionali, ancora poco conosciuta dal turismo di massa, conquista per la sua atmosfera lenta, le spiagge incontaminate, il mare trasparente e un approccio al turismo decisamente più sostenibile rispetto alle mete greche più celebri.
A giugno le temperature si aggirano intorno ai 25 gradi: abbastanza caldo per fare il bagno, ma senza l’afa estrema e il sovraffollamento tipici dell’alta stagione mediterranea.

Secondo un’analisi realizzata dagli esperti di viaggio di Solmar Villas su oltre 160 destinazioni internazionali, Alonissos è la meta ideale per chi cerca una vacanza lenta e rigenerante.
Il motivo? Qui il turismo è ancora contenuto, la vita segue ritmi rilassati e la natura domina il paesaggio. Niente navi da crociera, niente file infinite, niente spiagge trasformate in discoteche all’aperto.
Essendo l’isola più remota delle Sporadi Settentrionali, Alonissos è rimasta fuori dai grandi circuiti turistici che hanno travolto località come Mykonos o Santorini. Ed è proprio questo il suo punto di forza.

Acque trasparenti e biodiversità unica nel Mediterraneo

Uno dei tesori più straordinari dell’isola è il Parco Marino Nazionale di Alonissos, la più grande area marina protetta d’Europa. Un santuario naturale di oltre 2.200 chilometri quadrati dove vivono specie rare e fragili, tra cui la foca monaca mediterranea (Monachus monachus), considerata a rischio critico di estinzione.

Le escursioni in barca permettono di raggiungere isolotti disabitati e baie spettacolari, come Kyra Panagia Monastery, monastero del XII secolo immerso nel blu dell’Egeo.Le acque sono incredibilmente limpide: in alcuni punti la visibilità arriva fino a 50 metri, rendendo l’isola una delle migliori destinazioni greche per snorkeling e immersioni.

Il museo sottomarino tra le esperienze più incredibili della Grecia

Tra le attrazioni più sorprendenti c’è il cosiddetto “Partenone dei relitti”, il sito archeologico sommerso di Peristera, primo museo subacqueo della Grecia. Qui i sub possono osservare migliaia di antiche anfore adagiate a circa 30 metri di profondità, in quello che viene considerato uno dei più importanti relitti commerciali dell’antichità. Un’esperienza che unisce archeologia, mare e tutela ambientale in modo unico nel Mediterraneo.

Spiagge selvagge e natura senza cemento

Le spiagge di Alonissos sono lontane anni luce dagli stabilimenti iper-affollati di molte destinazioni turistiche.

Tra le più belle ci sono:

  • Agios Dimitrios Beach, celebre per la sua forma a corno e il mare turchese;
  • Kokkinokastro, dominata da spettacolari scogliere rosse;
  • Chrisi Milia Beach, una delle poche spiagge sabbiose dell’isola, perfetta anche per famiglie.

L’entroterra è attraversato da oltre 40 chilometri di sentieri escursionistici che si snodano tra pinete, uliveti e calette nascoste.
Un modello di turismo più sostenibile

Negli ultimi anni Alonissos ha puntato molto sull’ecoturismo e sulla riduzione dell’impatto ambientale. È stata infatti una delle prime isole greche a limitare fortemente l’uso dei sacchetti di plastica.

Qui il turismo non ruota intorno ai grandi resort, ma a piccole strutture locali, taverne familiari e attività legate alla natura.
Un modello che sempre più viaggiatori cercano, soprattutto dopo anni di overtourism che hanno trasformato molte mete mediterranee in luoghi congestionati e poco vivibili.

Come arrivare ad Alonissos

L’isola non ha un aeroporto. Per raggiungerla bisogna arrivare via traghetto partendo da Skiathos oppure dalla città portuale di Volos.
Da Skiathos il tragitto dura circa 2 ore e mezza, mentre da Volos si impiegano tra le 3 e le 4 ore e mezza, a seconda del collegamento. In alternativa si può volare ad Atene o Salonicco e proseguire poi con voli interni o traghetti.

La Grecia domina la classifica del relax

Secondo lo studio di Solmar Villas, la Grecia è il Paese migliore del 2026 per chi cerca vacanze all’insegna del relax. Ben il 70% delle prime dieci destinazioni più rilassanti si trova infatti tra le isole greche e la Grecia continentale.
E Alonissos sembra incarnare perfettamente questa idea di viaggio: meno consumo, meno caos, più natura e tempo lento.

Basilicata segreta: due mari e spiagge nere lontano dal caos

Basilicata segreta: due mari e spiagge nere lontano dal caos

Pinete profumate, sabbia scura e acque trasparenti. Una guida pratica alle spiagge lucane meno affollate, tra Ionio e Tirreno, con consigli utili su come organizzarne la visita.

Due mari diversi, a pochi chilometri l’uno dall’altro, e una promessa: natura protagonista, ritmi lenti, zero assalto. In Basilicata il mare non è fatto di file di ombrelloni, ma di pinete che profumano di resina, arenili larghi e sabbia che scotta appena. Sullo Ionio si distende il regno delle spiagge ampie e dorate; sul Tirreno il paesaggio si fa verticale, tra calette e scogliere. La sorpresa? Una spiaggia di sabbia nera, rara nel Sud non vulcanico, incastonata fra grotte e promontori verdeggianti. È un angolo d’Italia che offre spazio, mare pulito e storia, con un impatto diretto su chi cerca un’alternativa concreta alle località più inflazionate.

Perché la costa lucana sta facendo parlare di sé

Due mari complementari, poca edificazione e un’offerta che mescola spiagge, borghi e archeologia.

La costa della Basilicata è breve, ma unisce mondi diversi. Lo Ionio regala distese di sabbia chiara, fondali dolci e servizi senza eccessi; il Tirreno condensa in pochi chilometri scogliere, grotte e calette raggiungibili a piedi o in barca. La densità di stabilimenti e hotel resta più bassa rispetto a zone limitrofe di Puglia e Calabria, con una sensazione di libertà anche nei mesi di punta. Nel raggio di un breve tragitto si passa dal bagno in acque basse al pomeriggio tra templi della Magna Grecia o vicoli panoramici. È una combinazione che riduce lo stress della pianificazione e permette di vivere giornate piene, ma senza folla.

Ionio lucano: spiagge ampie, pinete e Magna Grecia

Arenili larghi, sabbia dorata e servizi essenziali: litorale ideale per giornate lunghe e famiglie.

L’Ionio lucano alterna lidi larghi a tratti liberi, con pinete che arrivano quasi a ridosso dell’acqua. L’atmosfera è rilassata e i fondali in genere degradano con dolcezza, caratteristica che rende agevoli i bagni e le passeggiate in riva. La minor pressione edilizia rispetto ad altri litorali vicini mantiene intatto il respiro del paesaggio. A fare la differenza intervengono aree naturali e siti archeologici a portata di asciugamano, che trasformano la classica giornata al mare in un’esperienza più ricca. Qui si alternano bagni, sport d’acqua leggeri e incursioni nella storia.

Policoro e Bosco Pantano: mare limpido e zona umida tutelata

A Policoro la spiaggia corre per chilometri, con sabbia fine e chiara e un mare trasparente che scende gradualmente. Alle spalle, la Riserva Naturale del Bosco Pantano introduce un ambiente di canneti, uccelli acquatici e sentieri ombreggiati, perfetto per spezzare la giornata di sole. L’area vicino alla foce dell’Agri è interessante per chi pratica kayak e desidera osservare da vicino un ecosistema umido ancora ben conservato. La presenza di spazi liberi e zone attrezzate mantiene flessibile l’esperienza, anche in alta stagione. La percezione, persino a luglio e agosto, resta quella di un margine di respiro.

Lido di Metaponto: tra bagni e templi della Magna Grecia

Metaponto unisce il piacere del lido a un patrimonio archeologico di primo piano. La lunga striscia di sabbia chiara, intervallata da stabilimenti e spiagge libere, trova alle spalle le rovine dell’antica città greca, con templi e resti che raccontano la storia della colonizzazione ellenica. È facile passare dalla mattina tra mare e beach volley al pomeriggio tra colonne dorate dalla luce bassa. Le acque basse e i servizi diffusi favoriscono una fruizione comoda e ordinata. L’abbinata mare-cultura rende la sosta più varia rispetto ai classici lidi del Sud.

Marina di Pisticci: dune, macchia mediterranea e vento giusto

Tra Policoro e Metaponto, Marina di Pisticci offre uno scenario più silenzioso e verde. La sabbia chiara si alterna a dune coperte di macchia mediterranea, con ginepri e pini che creano ombra naturale e un colpo d’occhio ancora integro. La minore edificazione si traduce in una costa dall’aspetto essenziale, con spazi ampi e poco rumorosi. I venti della zona la rendono apprezzata da chi pratica windsurf e kitesurf, spesso anche fuori stagione. Nei dintorni, tra Nova Siri, Policoro, Marina di Pisticci e Metaponto, si concentra un’offerta di villaggi e resort utile per chi cerca servizi senza rinunciare alla quiete.

Tirreno lucano: Maratea tra grotte, promontori e sabbia nera

Pochi chilometri, grande scenografia: calette, scogliere e un arenile scurissimo diventato icona.

Sul versante tirrenico la Basilicata cambia passo: la linea di costa si fa frastagliata, i promontori scendono a picco e le spiagge si nascondono in piccole insenature. Il riferimento è Maratea, con il porto, il centro storico e una cintura di lidi che alternano sabbia e rocce. Qui l’accesso ad alcune calette richiede un breve sentiero o un passaggio in barca, dettaglio che limita l’affollamento e alza la qualità del paesaggio. L’acqua, spesso profonda e limpida, invita allo snorkeling. In poche ore si può passare dal mare al belvedere del Cristo Redentore, che domina la baia come un faro.

Cala Jannita, la “Spiaggia Nera”

Cala Jannita è la cartolina più famosa: la sabbia scura, di origine vulcanica, crea riflessi unici in contrasto con il blu intenso del mare e il verde della vegetazione retrostante. L’accesso avviene via sentiero o via mare, fattore che preserva un’atmosfera raccolta. I fondali rocciosi, nitidi, la rendono adatta a maschera e pinne e a piccole esplorazioni subacquee. La cornice, stretta tra pareti e macchia, esalta la sensazione di luogo “raro”. È uno di quei lidi in cui il tempo sembra scorrere più piano.

Fiumicello: sabbia chiara e vista sul Cristo Redentore

Più accessibile e vivibile, Fiumicello è una delle spiagge classiche di Maratea. Qui la sabbia è chiara, il mare resta molto trasparente e il profilo di grotte marine e promontori, tra punta Ogliastro e punta Santavenere, incornicia l’arenile. La statua del Cristo Redentore si scorge dalla riva e accompagna la giornata come un segnaposto costante. In primavera e in inizio estate le temperature miti e la luce lunga moltiplicano le possibilità di brevi escursioni in kayak o in barca. La combinazione di facilità d’accesso e scenario naturale la rende una base solida per esplorare la costa.

La Secca e Acquafredda: soste brevi in scenari selvaggi

Nell’area della Secca il Tirreno lucano mostra il suo lato più crudo: rocce scolpite, vegetazione che sfiora l’acqua e trasparenze profonde. Le soste qui si immaginano intense e non troppo lunghe, magari da alternare ad altre calette della costa di Maratea, come Acquafredda. Le acque più profonde privilegiano chi ama la fotografia e i contrasti di colore. Il paesaggio, quasi senza filtri, invita al rispetto dei luoghi e alla fruizione leggera. È un tratto che premia chi cerca scenari rocciosi e poco addomesticati.

Esperienze tra mare, natura e archeologia

Snorkeling sulle scogliere, kayak tra canneti e templi a due passi dall’ombrellone.

Le spiagge lucane non sono solo un posto in cui stendere il telo. Sullo Ionio, tra Policoro e Marina di Pisticci, i venti favorevoli aprono finestre per windsurf e kitesurf, spesso anche oltre l’estate. Navigare in kayak alla foce dell’Agri consente di entrare in un ambiente umido ricco di uccelli e vegetazione, con un ritmo silenzioso lontano dal clamore dei lidi. A Metaponto, lo stesso giorno può mescolare mare e Magna Grecia, fra templi e resti urbani. Sul Tirreno, fondali rocciosi limpidi fanno della costa di Maratea un piccolo paradiso per snorkeling e immersioni.

  • Snorkeling e immersioni tra scogliere, anfratti e, in alcuni tratti, piccole grotte sottomarine.
  • Kayak e sport a vela leggera sullo Ionio, con spot regolari tra Policoro e Marina di Pisticci.
  • Visite archeologiche a Metaponto per affiancare bagni di mare a bagni di storia.

Quando andare e come arrivare

Da fine primavera a inizio autunno il mare funziona al meglio, con picchi gestibili rispetto ad altre regioni.

Il calendario offre ampio margine. Tra aprile e maggio le spiagge sono quasi vuote, il clima è spesso mite e la luce ideale per foto e passeggiate; da giugno a settembre l’acqua si scalda e l’esperienza diventa pienamente balneare, con numeri in genere più contenuti di località ultra note. Per gli spostamenti, si fa leva su aeroporti e ferrovie dei territori limitrofi, oltre che sull’auto, utile per passare dallo Ionio al Tirreno in giornata. La rete di stazioni sullo Ionio e a Maratea consente collegamenti ferroviari funzionali alle principali tratte.

Per gli scali aerei, si considerano quelli più vicini ai due versanti, utili per ottimizzare i tempi e ridurre i trasferimenti su gomma.

  • Ionio lucano: aeroporti di Bari e Brindisi, con proseguimento in auto a noleggio o in treno.
  • Tirreno lucano (Maratea): alternative su Napoli o Lamezia Terme, quindi spostamento via auto o ferrovia.

Il treno serve le principali località costiere, e permette di pianificare tappe comode senza stress da parcheggio.

  • Stazioni utili sullo Ionio: Metaponto, Policoro, Nova Siri.
  • Versante tirrenico: stazione di Maratea.

L’auto resta comunque la soluzione più flessibile, specie per raggiungere calette, punti panoramici e lidi meno serviti. La compattezza del territorio consente di costruire giornate miste, alternando spiagge e visite senza lunghe percorrenze.

Dove fermarsi e come organizzare l’itinerario

Resort sull’Ionio per servizi e spazio; calette di Maratea per scenari teatrali, anche in un’unica vacanza.

Tra Marina di Nova Siri, Policoro, Marina di Pisticci e Metaponto si concentrano villaggi e resort, inclusi ecoresort immersi nel verde, comodi per chi viaggia con bambini grazie a piscine, animazione e campi sportivi. Sul Tirreno, Maratea offre una rete di spiagge raccolte e un borgo storico che invita a passeggiare al tramonto, con la salita al Cristo Redentore come classico da cartolina. L’abbinata dei due mari in un’unica vacanza valorizza la varietà del territorio: sabbia dorata e fondali bassi da un lato, scogliere e snorkeling dall’altro. La scelta delle basi dipende dal profilo del gruppo: arenili larghi e servizi diffusi per famiglie, calette rocciose per chi predilige paesaggi scenografici. Le distanze ridotte semplificano la logistica e incentivano escursioni giornaliere incrociate.

Per calibrare tempi e tappe, si possono considerare due formati semplici che aiutano a non rinunciare a nulla essenziale.

  • Mini-itinerario 3-4 giorni: base a Maratea con una giornata sullo Ionio per alternare spiagge rocciose e lidi sabbiosi.
  • Settimana tipo: soggiorno in villaggio sull’Ionio con almeno un giorno intero dedicato alla costa tirrenica di Maratea.

In ogni caso, il filo conduttore resta lo stesso: mare pulito, natura vicina e un ritmo più umano rispetto alle mete di massa. È qui che la Basilicata mostra il suo miglior profilo, tra sabbie chiare, promontori verdi e quell’insolita spiaggia nera che non si dimentica.

Slovenia wellness: il rifugio termale a due passi dall’Italia

Slovenia wellness: il rifugio termale a due passi dall’Italia

Architetture di design, acque curative millenarie e rituali che attingono alla cultura locale: il benessere sloveno si distingue per un approccio contemporaneo radicato nel territorio a poche ore dal confine con l’Italia

La Slovenia custodisce uno dei patrimoni termali più ricchi d’Europa. Ottantasette sorgenti di acque salutari sgorgano nel punto di incontro tra le Alpi e il Mediterraneo, la Pianura Pannonica e il Carso, creando un mosaico di esperienze wellness dove architettura contemporanea, tradizione curativa e ingredienti a chilometro zero si fondono in atmosfere di benessere.

Secoli di cure

Le sorgenti termominerali slovene erano note già all’epoca romana. Alcuni complessi termali vantano oltre seicento anni di tradizione, frequentati nei secoli da signori medievali, alchimisti e corti europee. Questa eredità storica si è evoluta in spazi che mantengono intatto il legame con i fattori curativi naturali: acque termominerali, peloidi minerali, torba, talassoterapia con acqua di mare, salamoia e fanghi salini, oltre a un clima benefico con aerosol.

Le acque minerali slovene hanno conquistato fama mondiale. La Donat Mg detiene il primato come acqua minerale con il più alto contenuto di magnesio al mondo, mentre la Radenska è conosciuta ben oltre i confini nazionali da secoli. Questi tesori naturali rappresentano la base su cui si sviluppa un’offerta wellness che bilancia medicina tradizionale e approcci contemporanei.

Design e green certificate

Le spa slovene hanno saputo coniugare funzionalità e estetica contemporanea. Gli spazi sono progettati per favorire il rilassamento attraverso ambienti curati dove il design moderno dialoga con la storia del luogo tra legno e roccia.

Le formule di ospitalità variano da hotel a cinque stelle a complessi più raccolti immersi nella natura, sempre con un’attenzione particolare all’architettura degli spazi wellness: sale saune articolate, piscine termali che si aprono sul paesaggio circostante, zone relax studiate per creare atmosfere avvolgenti. La formula slovena alla sostenibilità permea anche il settore termale.

Molte realtà hanno adottato pratiche green certificate, integrando il benessere personale con quello ambientale. Questa filosofia si riflette nella scelta dei materiali, nella gestione energetica e nell’utilizzo privilegiato di ingredienti locali per trattamenti e rituali.

Il tocco locale

Il miele, prodotto da una tradizione apistica radicata diventa protagonista di impacchi, massaggi, bagni e rituali in sauna. L’uva dei vigneti che ricoprono le colline trova spazio nella vinoterapia. La birra artigianale, i fiori di campo, le erbe del territorio vengono incorporate in trattamenti che raccontano la Slovenia attraverso profumi, texture e proprietà benefiche.

I rituali attingono sia alla sapienza locale sia a tecniche tradizionali provenienti da culture lontane. L’hammam turco convive con massaggi orientali e trattamenti ayurvedici completi, mentre i cuscinetti profumati di erbe e i suoni di campane tibetane creano percorsi sensoriali che favoriscono la consapevolezza di sé.

Poli termali all’avanguardia

I poli termali sloveni sono classificati in nove aree di indicazione terapeutica, ciascuna dotata di personale medico specializzato. La balneologia, disciplina che unisce metodi di cura e riabilitazione attraverso acque termali e minerali, si integra con diagnostica avanzata e le più recenti scoperte mediche. Questa visione olistica permette di personalizzare i programmi secondo necessità specifiche: dalla disintossicazione al riequilibrio immunitario, dalla gestione del peso alla riabilitazione.

Selfness

I programmi di selfness mettono la salute fisica e mentale al centro, insegnando pratiche da portare nella quotidianità: esercizi mattutini energizzanti, tecniche di respirazione, camminate a piedi nudi, bagni nella foresta, meditazione serale. L’obiettivo è trasformare la vacanza termale in un momento di apprendimento di rituali personali da conservare oltre il soggiorno.

Relax e vicinanza

La vicinanza all’Italia rende le terme slovene una destinazione ideale per brevi soggiorni rigeneranti. La varietà dei paesaggi offre contesti diversificati: centri termali tra vigneti, architetture abbracciate da boschi, terme lungo fiumi cristallini, in montagna o in riva al mare. Questa diversità permette di combinare il relax termale con attività all’aperto in ogni stagione: escursioni estive, pedalate tra i filari, sci invernale, momenti di cultura tra musei e festival urbani.

Bibury: il borgo più bello del mondo ha più turisti che abitanti

Bibury: il borgo più bello del mondo ha più turisti che abitanti

Esiste un luogo nel mondo che è considerato il borgo più bello in assoluto, infatti ha più turisti che abitanti. Scopriamo insieme dove si trova questo posto incantato. 

Esiste un luogo che è considerato il più bello del mondo, è un incantevole villaggio che attira i turisti di tutto il mondo, così tanto che il numero dei visitatori è cento volte maggiore a quello degli abitanti stessi, soprattutto durante il periodo primaverile e quello estivo. Le case di questo borgo risalgono al XIV secolo ed offrono un’esperienza autentica ed unica. Nonostante questo villaggio non abbia attrazioni turistiche specifiche, è innegabile la sua bellezza.

Il villaggio presenta una strada iconica, che prende il nome di Arlington Row, ed è famosa in quanto è fiancheggiata da cottage antichi fatti in pietra color miele risalenti al 1300. Questo luogo è uno dei più fotografati al mondo. Questo piccolo angolo pittoresco inoltre è anche un’area importante di conservazione architettonica, tanto da aver fatto da sfondo a Robert De Niro e Michelle Pfeiffer nel film Stardust.

IL BORGO PIÙ BELLO DEL MONDO

Quello che è considerato il borgo più bello del mondo è situato nelle pittoresche Cotswolds, nel Gloucestershire, in Inghilterra. Stiamo parlando del Villaggio di Bibury.

Questo villaggio ha molti più turisti che abitanti proprio perché è famoso per essere il borgo più bello del mondo. Non ci sono particolari attrazioni turistiche, ma la sua bellezza è decisamente innegabile tanto da attirare turisti provenienti da tutto il mondo.

Il villaggio offre tantissimi luoghi di interesse, ovvero edifici storici abitati un tempo da tessitori, una locanda ricoperta di edera che aggiunge un tocco romantico al villaggio, un sentiero lungo il fiume Coln che offre una vista spettacolare e conduce ad un prato pittoresco chiamato Rack Island, un piccolo allevamento di trote, ma anche qualche bar e ristorante per coloro i quali vogliono optare per un po’ di convivialità e ristoro.

Se volete visitare anche voi questo borgo vi consigliamo di optare per i numerosi alloggi disponibili sia all’interno del villaggio che nei dintorni, in quanto Bibury è una destinazione ideale per chi desidera concedersi un soggiorno rilassante immerso sia nella storia che nella natura.

Vi consigliamo di dedicare del tempo all’esplorazione di questo affascinante villaggio, immergendovi nella sua bellezza ma anche nella sua tranquillità. La popolazione locale inoltre è nota per la sua cordialità ed accoglienza, cosa che rende il soggiorno ancora più piacevole.

Se vi volete allontanare per un po’ dal trambusto della città rifugiatevi nel villaggio di Bibury che rappresenta una vera e propria oasi di bellezza e pace.

Un cuore di pietra tra l’Aspromonte e il mar Ionio: è Gerace, la città delle cento chiese

Un cuore di pietra tra l’Aspromonte e il mar Ionio: è Gerace, la città delle cento chiese

Bella tra le belle della Locride, Gerace si erge a 470 metri di altezza dominando dall’alto la Costa dei Gelsomini. La sua cattedrale è da record: è l’edificio religioso più grande della Calabria. 

Gerace è chiamato “il paese delle 100 chiese”. In realtà, oggi ne ha 17 ma si dice che qui ne siano state edificate in tutto 128. Ne spunta una quasi in ogni vicolo e c’è una piazza che, da sola, ne conta 3 poste su altrettanti lati: San Francesco, San Giovannello, Sacro Cuore. Si chiama, neanche a dirlo, piazza delle Tre chiese. A pochi metri c’è la cattedrale dell’Assunta. L’imponenza salta all’occhio ma è certificata anche dai numeri: con i suoi 1. 868 metri quadrati di superficie è infatti l’edificio religioso più grande della Calabria.

Servirebbero, forse, anche cento parole a fare da filo conduttore al nostro racconto di Gerace, se ne trovano ovunque. Tra gli antichi palazzi e le botteghe scavate nella roccia. Sul nostro taccuino ne abbiamo segnato però, come di consueto, soltanto tre.

Sparviero è la prima. Una parola che sa di leggenda e aggiunge fascino alla bellezza della storia. Ierax, nell’antica lingua greca. Da qui deriverebbe il nome Gerace, da quello del rapace che fin quassù guidò gli abitanti di Locri Epizefiri in fuga dai Saraceni invasori. A circa 470 metri di altezza, tra la montagna e il mare, tra l’Aspromonte selvaggio e l’indomito Ionio.

Restando con i piedi per terra, all’origine del nome ci sarebbe invece quello di una santa venerata da queste parti: Ciriaca. E così torniamo alla storia e alle sue tracce ancora evidenti. È Borghetto la nostra seconda parola e l’omonima porta segna l’accesso al centro storico di Gerace. È una delle tre rimaste delle 12 porte urbiche originarie. Proseguendo verso l’interno si incontra invece la Porta del Sole, così chiamata perché, essendo rivolta a oriente, all’alba accoglie i raggi nascenti e li lascia penetrare attraverso il suo arco.

La terza parola si trova proprio qui davanti: è Bombarde. Ieri la zona in cui erano posti i cannoni a difesa del territorio, oggi una meravigliosa terrazza sulla Costa dei Gelsomini.

Si erge fiera Gerace, offrendosi agli sguardi senza timidezza, consapevole del suo splendore. Si eleva da quello scrigno di ricchezze che è la Locride, vegliando su di essa dall’alto, oggi come ieri.

Lasciandola, non si può fare a meno di girarsi un’ultima volta a guardarla. Cuore di pietra in mezzo al verde, piccolo olimpo in mezzo alla valle. Bella tra le belle, accogliente ma inespugnabile.

Respirare aria pulita in Calabria, terra senza smog e patria della Dieta mediterranea

Respirare aria pulita in Calabria, terra senza smog e patria della Dieta mediterranea

Circondata dal mare e ricca di eccellenze gastronomiche, qui Pitagora con la sua Scuola insegnò al mondo a pensare. Una regione in cerca della strada giusta per rilanciare l’economia turistica e che ha l’enorme opportunità di poter garantire stili di vita a misura d’uomo con radici antichissime

Aria salubre

Venite a respirare aria pulita in Calabria, terra in cui lo smog è solo una parola straniera! In Sila, sul Pollino, sull’Aspromonte, nelle Serre… Concedetevi un weekend lungo o una settimana nella regione più antica d’Italia, quella nella quale è stata scoperta, da due scienziati americani, la Dieta Mediterranea. La Calabria ha poche industrie (ormai si potrebbe dire per fortuna), non ha metropoli inquinate, ha un’orografia fatta di alte montagne, colline, valli e coste accarezzate di continuo dal vento. La Calabria è stretta ed è quasi del tutto circondata dal mare, per cui in trenta minuti di viaggio ti consente di passare dai panorami jonici e tirrenici a quelli delle foreste di pini larici e di abeti bianchi.

Natura lussureggiante

La Calabria è natura lussureggiante, è cultura, è tradizioni, è il profumo della storia, è stili di vita a misura d’uomo. Vieni in un borgo delle aree interne di cinque province che sono una più bella dell’altra: farai la spesa quotidiana salutando il panettiere, il fruttivendolo, il macellaio, la negoziante del piccolo esercizio di alimentari. Niente stress, niente aria irrespirabile e mascherine, niente mezzi pubblici in cui sembri più una sardina in un vasetto che non un essere umano, ma solo sorrisi e strette di mano.

Prodotti gastronomici

In Calabria si producono formaggi con il latte delle mucche e delle pecore, e non nelle industrie che usano le polverine. In Calabria i salumi sono un’arte, tramandata da secoli e secoli, che utilizza maiali allevati con cura e con alimenti di prima scelta: le “lacrime” delle soppressate e delle salsicce di Calabria sono lacrime di gioia, di gusto, di genuinità.

Ti chiediamo scusa viaggiatore e turista se ti imbatterai in qualche disagio dovuto a quanti hanno scambiato la politica per privilegio feudale e per gestione clientelare, invece che considerarlo un nobile strumento per occuparsi dei problemi e delle esigenze della comunità. Ma la gente di Calabria saprà accoglierti come se arrivassi in una famiglia. Prima di partire fatti una scorta di olio extravergine di oliva delle cultivar straordinarie che ancora si coltivano dal Reggino al Crotonese, dal Vibonese al Catanzarese e al Cosentino: forse conoscerai la Calabria per il suo tono “piccante”, ed è vero, ma ricorda che è soprattutto la terra dell’olio più buono e ricco del pianeta.

Storia e tradizioni

Muovendoti in Calabria, che è un immenso libro di storia, potrai giungere in comunità dove si parla ancora il greco antico, o la lingua degli arbëreshë albanofoni, o dove ascolterai parole che derivano dal greco di Achille e di Ulisse, dal latino di Cicerone, dall’arabo o addirittura dai Longobardi. L’eco dei millenni si avverte di continuo in Calabria, tra monumenti, tradizioni, parchi archeologici, e la ritrovi anche nei cibi: dai dolciumi alle carni e agli ortaggi, dalla pasta all’uso di erbe spontanee e di piante aromatiche.

In un prato della Calabria, o incamminandoti lungo qualche pendio affacciato sul mare, potrai comprendere il concetto di biodiversità, di ricchezza della natura e dei pascoli che nutrono greggi e mucche podoliche allevate allo stato brado. Intanto continua a respirare aria pulita, fanne buona riserva prima di ritornare a vivere tra la nebbia e le polveri sottili.

L’eredità della Magna Grecia

In Calabria lo smog non esiste e respirare aria pulita rappresenta la normalità. Il giorno in cui ci libereremo dello smog dei feudatari che ancora guardano al privilegio di pochi piuttosto che al benessere di tutti, ti diremo che il Paradiso in Terra immaginato dallo spirito profetico di Gioacchino da Fiore, lodato anche dal sommo Dante Alighieri, esiste davvero: e lo trovi in Calabria! E non dimenticare mai, viaggiatore, che in Calabria il mondo occidentale ha iniziato a pensare con Pitagora e la sua Scuola.

In Magna Grecia è nata la filosofia ed ogni scienza ha avuto la sua spinta iniziale: aritmetica, geometria, fisica, astronomia, medicina, regole della nutrizione connesse alle attività sportive, finanche la musicologia. Nella profondità di pensiero dei Calabresi ritroverai le radici del Pitagorismo che esaltò il concetto di armonia universale. E se accanto all’aria pura vorrai anche capire che vivi in una realtà troppo rumorosa, fai un salto a Serra San Bruno dove i Certosini scoprono Dio ogni giorno nel silenzio. Il silenzio quale via per incontrare Nostro Signore e coltivare la fede: lo insegnò Brunone di Colonia ai propri discepoli.