da Redazione | Mag 31, 2026 | Blog/News
Pinete profumate, sabbia scura e acque trasparenti. Una guida pratica alle spiagge lucane meno affollate, tra Ionio e Tirreno, con consigli utili su come organizzarne la visita.
Due mari diversi, a pochi chilometri l’uno dall’altro, e una promessa: natura protagonista, ritmi lenti, zero assalto. In Basilicata il mare non è fatto di file di ombrelloni, ma di pinete che profumano di resina, arenili larghi e sabbia che scotta appena. Sullo Ionio si distende il regno delle spiagge ampie e dorate; sul Tirreno il paesaggio si fa verticale, tra calette e scogliere. La sorpresa? Una spiaggia di sabbia nera, rara nel Sud non vulcanico, incastonata fra grotte e promontori verdeggianti. È un angolo d’Italia che offre spazio, mare pulito e storia, con un impatto diretto su chi cerca un’alternativa concreta alle località più inflazionate.
Perché la costa lucana sta facendo parlare di sé
Due mari complementari, poca edificazione e un’offerta che mescola spiagge, borghi e archeologia.
La costa della Basilicata è breve, ma unisce mondi diversi. Lo Ionio regala distese di sabbia chiara, fondali dolci e servizi senza eccessi; il Tirreno condensa in pochi chilometri scogliere, grotte e calette raggiungibili a piedi o in barca. La densità di stabilimenti e hotel resta più bassa rispetto a zone limitrofe di Puglia e Calabria, con una sensazione di libertà anche nei mesi di punta. Nel raggio di un breve tragitto si passa dal bagno in acque basse al pomeriggio tra templi della Magna Grecia o vicoli panoramici. È una combinazione che riduce lo stress della pianificazione e permette di vivere giornate piene, ma senza folla.
Ionio lucano: spiagge ampie, pinete e Magna Grecia
Arenili larghi, sabbia dorata e servizi essenziali: litorale ideale per giornate lunghe e famiglie.
L’Ionio lucano alterna lidi larghi a tratti liberi, con pinete che arrivano quasi a ridosso dell’acqua. L’atmosfera è rilassata e i fondali in genere degradano con dolcezza, caratteristica che rende agevoli i bagni e le passeggiate in riva. La minor pressione edilizia rispetto ad altri litorali vicini mantiene intatto il respiro del paesaggio. A fare la differenza intervengono aree naturali e siti archeologici a portata di asciugamano, che trasformano la classica giornata al mare in un’esperienza più ricca. Qui si alternano bagni, sport d’acqua leggeri e incursioni nella storia.
Policoro e Bosco Pantano: mare limpido e zona umida tutelata
A Policoro la spiaggia corre per chilometri, con sabbia fine e chiara e un mare trasparente che scende gradualmente. Alle spalle, la Riserva Naturale del Bosco Pantano introduce un ambiente di canneti, uccelli acquatici e sentieri ombreggiati, perfetto per spezzare la giornata di sole. L’area vicino alla foce dell’Agri è interessante per chi pratica kayak e desidera osservare da vicino un ecosistema umido ancora ben conservato. La presenza di spazi liberi e zone attrezzate mantiene flessibile l’esperienza, anche in alta stagione. La percezione, persino a luglio e agosto, resta quella di un margine di respiro.
Lido di Metaponto: tra bagni e templi della Magna Grecia
Metaponto unisce il piacere del lido a un patrimonio archeologico di primo piano. La lunga striscia di sabbia chiara, intervallata da stabilimenti e spiagge libere, trova alle spalle le rovine dell’antica città greca, con templi e resti che raccontano la storia della colonizzazione ellenica. È facile passare dalla mattina tra mare e beach volley al pomeriggio tra colonne dorate dalla luce bassa. Le acque basse e i servizi diffusi favoriscono una fruizione comoda e ordinata. L’abbinata mare-cultura rende la sosta più varia rispetto ai classici lidi del Sud.
Marina di Pisticci: dune, macchia mediterranea e vento giusto
Tra Policoro e Metaponto, Marina di Pisticci offre uno scenario più silenzioso e verde. La sabbia chiara si alterna a dune coperte di macchia mediterranea, con ginepri e pini che creano ombra naturale e un colpo d’occhio ancora integro. La minore edificazione si traduce in una costa dall’aspetto essenziale, con spazi ampi e poco rumorosi. I venti della zona la rendono apprezzata da chi pratica windsurf e kitesurf, spesso anche fuori stagione. Nei dintorni, tra Nova Siri, Policoro, Marina di Pisticci e Metaponto, si concentra un’offerta di villaggi e resort utile per chi cerca servizi senza rinunciare alla quiete.
Tirreno lucano: Maratea tra grotte, promontori e sabbia nera
Pochi chilometri, grande scenografia: calette, scogliere e un arenile scurissimo diventato icona.
Sul versante tirrenico la Basilicata cambia passo: la linea di costa si fa frastagliata, i promontori scendono a picco e le spiagge si nascondono in piccole insenature. Il riferimento è Maratea, con il porto, il centro storico e una cintura di lidi che alternano sabbia e rocce. Qui l’accesso ad alcune calette richiede un breve sentiero o un passaggio in barca, dettaglio che limita l’affollamento e alza la qualità del paesaggio. L’acqua, spesso profonda e limpida, invita allo snorkeling. In poche ore si può passare dal mare al belvedere del Cristo Redentore, che domina la baia come un faro.
Cala Jannita, la “Spiaggia Nera”
Cala Jannita è la cartolina più famosa: la sabbia scura, di origine vulcanica, crea riflessi unici in contrasto con il blu intenso del mare e il verde della vegetazione retrostante. L’accesso avviene via sentiero o via mare, fattore che preserva un’atmosfera raccolta. I fondali rocciosi, nitidi, la rendono adatta a maschera e pinne e a piccole esplorazioni subacquee. La cornice, stretta tra pareti e macchia, esalta la sensazione di luogo “raro”. È uno di quei lidi in cui il tempo sembra scorrere più piano.
Fiumicello: sabbia chiara e vista sul Cristo Redentore
Più accessibile e vivibile, Fiumicello è una delle spiagge classiche di Maratea. Qui la sabbia è chiara, il mare resta molto trasparente e il profilo di grotte marine e promontori, tra punta Ogliastro e punta Santavenere, incornicia l’arenile. La statua del Cristo Redentore si scorge dalla riva e accompagna la giornata come un segnaposto costante. In primavera e in inizio estate le temperature miti e la luce lunga moltiplicano le possibilità di brevi escursioni in kayak o in barca. La combinazione di facilità d’accesso e scenario naturale la rende una base solida per esplorare la costa.
La Secca e Acquafredda: soste brevi in scenari selvaggi
Nell’area della Secca il Tirreno lucano mostra il suo lato più crudo: rocce scolpite, vegetazione che sfiora l’acqua e trasparenze profonde. Le soste qui si immaginano intense e non troppo lunghe, magari da alternare ad altre calette della costa di Maratea, come Acquafredda. Le acque più profonde privilegiano chi ama la fotografia e i contrasti di colore. Il paesaggio, quasi senza filtri, invita al rispetto dei luoghi e alla fruizione leggera. È un tratto che premia chi cerca scenari rocciosi e poco addomesticati.
Esperienze tra mare, natura e archeologia
Snorkeling sulle scogliere, kayak tra canneti e templi a due passi dall’ombrellone.
Le spiagge lucane non sono solo un posto in cui stendere il telo. Sullo Ionio, tra Policoro e Marina di Pisticci, i venti favorevoli aprono finestre per windsurf e kitesurf, spesso anche oltre l’estate. Navigare in kayak alla foce dell’Agri consente di entrare in un ambiente umido ricco di uccelli e vegetazione, con un ritmo silenzioso lontano dal clamore dei lidi. A Metaponto, lo stesso giorno può mescolare mare e Magna Grecia, fra templi e resti urbani. Sul Tirreno, fondali rocciosi limpidi fanno della costa di Maratea un piccolo paradiso per snorkeling e immersioni.
- Snorkeling e immersioni tra scogliere, anfratti e, in alcuni tratti, piccole grotte sottomarine.
- Kayak e sport a vela leggera sullo Ionio, con spot regolari tra Policoro e Marina di Pisticci.
- Visite archeologiche a Metaponto per affiancare bagni di mare a bagni di storia.
Quando andare e come arrivare
Da fine primavera a inizio autunno il mare funziona al meglio, con picchi gestibili rispetto ad altre regioni.
Il calendario offre ampio margine. Tra aprile e maggio le spiagge sono quasi vuote, il clima è spesso mite e la luce ideale per foto e passeggiate; da giugno a settembre l’acqua si scalda e l’esperienza diventa pienamente balneare, con numeri in genere più contenuti di località ultra note. Per gli spostamenti, si fa leva su aeroporti e ferrovie dei territori limitrofi, oltre che sull’auto, utile per passare dallo Ionio al Tirreno in giornata. La rete di stazioni sullo Ionio e a Maratea consente collegamenti ferroviari funzionali alle principali tratte.
Per gli scali aerei, si considerano quelli più vicini ai due versanti, utili per ottimizzare i tempi e ridurre i trasferimenti su gomma.
- Ionio lucano: aeroporti di Bari e Brindisi, con proseguimento in auto a noleggio o in treno.
- Tirreno lucano (Maratea): alternative su Napoli o Lamezia Terme, quindi spostamento via auto o ferrovia.
Il treno serve le principali località costiere, e permette di pianificare tappe comode senza stress da parcheggio.
- Stazioni utili sullo Ionio: Metaponto, Policoro, Nova Siri.
- Versante tirrenico: stazione di Maratea.
L’auto resta comunque la soluzione più flessibile, specie per raggiungere calette, punti panoramici e lidi meno serviti. La compattezza del territorio consente di costruire giornate miste, alternando spiagge e visite senza lunghe percorrenze.
Dove fermarsi e come organizzare l’itinerario
Resort sull’Ionio per servizi e spazio; calette di Maratea per scenari teatrali, anche in un’unica vacanza.
Tra Marina di Nova Siri, Policoro, Marina di Pisticci e Metaponto si concentrano villaggi e resort, inclusi ecoresort immersi nel verde, comodi per chi viaggia con bambini grazie a piscine, animazione e campi sportivi. Sul Tirreno, Maratea offre una rete di spiagge raccolte e un borgo storico che invita a passeggiare al tramonto, con la salita al Cristo Redentore come classico da cartolina. L’abbinata dei due mari in un’unica vacanza valorizza la varietà del territorio: sabbia dorata e fondali bassi da un lato, scogliere e snorkeling dall’altro. La scelta delle basi dipende dal profilo del gruppo: arenili larghi e servizi diffusi per famiglie, calette rocciose per chi predilige paesaggi scenografici. Le distanze ridotte semplificano la logistica e incentivano escursioni giornaliere incrociate.
Per calibrare tempi e tappe, si possono considerare due formati semplici che aiutano a non rinunciare a nulla essenziale.
- Mini-itinerario 3-4 giorni: base a Maratea con una giornata sullo Ionio per alternare spiagge rocciose e lidi sabbiosi.
- Settimana tipo: soggiorno in villaggio sull’Ionio con almeno un giorno intero dedicato alla costa tirrenica di Maratea.
In ogni caso, il filo conduttore resta lo stesso: mare pulito, natura vicina e un ritmo più umano rispetto alle mete di massa. È qui che la Basilicata mostra il suo miglior profilo, tra sabbie chiare, promontori verdi e quell’insolita spiaggia nera che non si dimentica.
da Redazione | Nov 7, 2025 | Blog/News, Natura e Parchi nel mondo
Architetture di design, acque curative millenarie e rituali che attingono alla cultura locale: il benessere sloveno si distingue per un approccio contemporaneo radicato nel territorio a poche ore dal confine con l’Italia
La Slovenia custodisce uno dei patrimoni termali più ricchi d’Europa. Ottantasette sorgenti di acque salutari sgorgano nel punto di incontro tra le Alpi e il Mediterraneo, la Pianura Pannonica e il Carso, creando un mosaico di esperienze wellness dove architettura contemporanea, tradizione curativa e ingredienti a chilometro zero si fondono in atmosfere di benessere.
Secoli di cure
Le sorgenti termominerali slovene erano note già all’epoca romana. Alcuni complessi termali vantano oltre seicento anni di tradizione, frequentati nei secoli da signori medievali, alchimisti e corti europee. Questa eredità storica si è evoluta in spazi che mantengono intatto il legame con i fattori curativi naturali: acque termominerali, peloidi minerali, torba, talassoterapia con acqua di mare, salamoia e fanghi salini, oltre a un clima benefico con aerosol.
Le acque minerali slovene hanno conquistato fama mondiale. La Donat Mg detiene il primato come acqua minerale con il più alto contenuto di magnesio al mondo, mentre la Radenska è conosciuta ben oltre i confini nazionali da secoli. Questi tesori naturali rappresentano la base su cui si sviluppa un’offerta wellness che bilancia medicina tradizionale e approcci contemporanei.
Design e green certificate
Le spa slovene hanno saputo coniugare funzionalità e estetica contemporanea. Gli spazi sono progettati per favorire il rilassamento attraverso ambienti curati dove il design moderno dialoga con la storia del luogo tra legno e roccia.
Le formule di ospitalità variano da hotel a cinque stelle a complessi più raccolti immersi nella natura, sempre con un’attenzione particolare all’architettura degli spazi wellness: sale saune articolate, piscine termali che si aprono sul paesaggio circostante, zone relax studiate per creare atmosfere avvolgenti. La formula slovena alla sostenibilità permea anche il settore termale.
Molte realtà hanno adottato pratiche green certificate, integrando il benessere personale con quello ambientale. Questa filosofia si riflette nella scelta dei materiali, nella gestione energetica e nell’utilizzo privilegiato di ingredienti locali per trattamenti e rituali.
Il tocco locale
Il miele, prodotto da una tradizione apistica radicata diventa protagonista di impacchi, massaggi, bagni e rituali in sauna. L’uva dei vigneti che ricoprono le colline trova spazio nella vinoterapia. La birra artigianale, i fiori di campo, le erbe del territorio vengono incorporate in trattamenti che raccontano la Slovenia attraverso profumi, texture e proprietà benefiche.
I rituali attingono sia alla sapienza locale sia a tecniche tradizionali provenienti da culture lontane. L’hammam turco convive con massaggi orientali e trattamenti ayurvedici completi, mentre i cuscinetti profumati di erbe e i suoni di campane tibetane creano percorsi sensoriali che favoriscono la consapevolezza di sé.
Poli termali all’avanguardia
I poli termali sloveni sono classificati in nove aree di indicazione terapeutica, ciascuna dotata di personale medico specializzato. La balneologia, disciplina che unisce metodi di cura e riabilitazione attraverso acque termali e minerali, si integra con diagnostica avanzata e le più recenti scoperte mediche. Questa visione olistica permette di personalizzare i programmi secondo necessità specifiche: dalla disintossicazione al riequilibrio immunitario, dalla gestione del peso alla riabilitazione.
Selfness
I programmi di selfness mettono la salute fisica e mentale al centro, insegnando pratiche da portare nella quotidianità: esercizi mattutini energizzanti, tecniche di respirazione, camminate a piedi nudi, bagni nella foresta, meditazione serale. L’obiettivo è trasformare la vacanza termale in un momento di apprendimento di rituali personali da conservare oltre il soggiorno.
Relax e vicinanza
La vicinanza all’Italia rende le terme slovene una destinazione ideale per brevi soggiorni rigeneranti. La varietà dei paesaggi offre contesti diversificati: centri termali tra vigneti, architetture abbracciate da boschi, terme lungo fiumi cristallini, in montagna o in riva al mare. Questa diversità permette di combinare il relax termale con attività all’aperto in ogni stagione: escursioni estive, pedalate tra i filari, sci invernale, momenti di cultura tra musei e festival urbani.
da Redazione | Giu 11, 2024 | Blog/News, Natura e Parchi nel mondo
Esiste un luogo nel mondo che è considerato il borgo più bello in assoluto, infatti ha più turisti che abitanti. Scopriamo insieme dove si trova questo posto incantato.
Esiste un luogo che è considerato il più bello del mondo, è un incantevole villaggio che attira i turisti di tutto il mondo, così tanto che il numero dei visitatori è cento volte maggiore a quello degli abitanti stessi, soprattutto durante il periodo primaverile e quello estivo. Le case di questo borgo risalgono al XIV secolo ed offrono un’esperienza autentica ed unica. Nonostante questo villaggio non abbia attrazioni turistiche specifiche, è innegabile la sua bellezza.
Il villaggio presenta una strada iconica, che prende il nome di Arlington Row, ed è famosa in quanto è fiancheggiata da cottage antichi fatti in pietra color miele risalenti al 1300. Questo luogo è uno dei più fotografati al mondo. Questo piccolo angolo pittoresco inoltre è anche un’area importante di conservazione architettonica, tanto da aver fatto da sfondo a Robert De Niro e Michelle Pfeiffer nel film Stardust.
IL BORGO PIÙ BELLO DEL MONDO
Quello che è considerato il borgo più bello del mondo è situato nelle pittoresche Cotswolds, nel Gloucestershire, in Inghilterra. Stiamo parlando del Villaggio di Bibury.
Questo villaggio ha molti più turisti che abitanti proprio perché è famoso per essere il borgo più bello del mondo. Non ci sono particolari attrazioni turistiche, ma la sua bellezza è decisamente innegabile tanto da attirare turisti provenienti da tutto il mondo.
Il villaggio offre tantissimi luoghi di interesse, ovvero edifici storici abitati un tempo da tessitori, una locanda ricoperta di edera che aggiunge un tocco romantico al villaggio, un sentiero lungo il fiume Coln che offre una vista spettacolare e conduce ad un prato pittoresco chiamato Rack Island, un piccolo allevamento di trote, ma anche qualche bar e ristorante per coloro i quali vogliono optare per un po’ di convivialità e ristoro.
Se volete visitare anche voi questo borgo vi consigliamo di optare per i numerosi alloggi disponibili sia all’interno del villaggio che nei dintorni, in quanto Bibury è una destinazione ideale per chi desidera concedersi un soggiorno rilassante immerso sia nella storia che nella natura.
Vi consigliamo di dedicare del tempo all’esplorazione di questo affascinante villaggio, immergendovi nella sua bellezza ma anche nella sua tranquillità. La popolazione locale inoltre è nota per la sua cordialità ed accoglienza, cosa che rende il soggiorno ancora più piacevole.
Se vi volete allontanare per un po’ dal trambusto della città rifugiatevi nel villaggio di Bibury che rappresenta una vera e propria oasi di bellezza e pace.
da Redazione | Mar 30, 2024 | Blog/News
Bella tra le belle della Locride, Gerace si erge a 470 metri di altezza dominando dall’alto la Costa dei Gelsomini. La sua cattedrale è da record: è l’edificio religioso più grande della Calabria.
Gerace è chiamato “il paese delle 100 chiese”. In realtà, oggi ne ha 17 ma si dice che qui ne siano state edificate in tutto 128. Ne spunta una quasi in ogni vicolo e c’è una piazza che, da sola, ne conta 3 poste su altrettanti lati: San Francesco, San Giovannello, Sacro Cuore. Si chiama, neanche a dirlo, piazza delle Tre chiese. A pochi metri c’è la cattedrale dell’Assunta. L’imponenza salta all’occhio ma è certificata anche dai numeri: con i suoi 1. 868 metri quadrati di superficie è infatti l’edificio religioso più grande della Calabria.
Servirebbero, forse, anche cento parole a fare da filo conduttore al nostro racconto di Gerace, se ne trovano ovunque. Tra gli antichi palazzi e le botteghe scavate nella roccia. Sul nostro taccuino ne abbiamo segnato però, come di consueto, soltanto tre.
Sparviero è la prima. Una parola che sa di leggenda e aggiunge fascino alla bellezza della storia. Ierax, nell’antica lingua greca. Da qui deriverebbe il nome Gerace, da quello del rapace che fin quassù guidò gli abitanti di Locri Epizefiri in fuga dai Saraceni invasori. A circa 470 metri di altezza, tra la montagna e il mare, tra l’Aspromonte selvaggio e l’indomito Ionio.
Restando con i piedi per terra, all’origine del nome ci sarebbe invece quello di una santa venerata da queste parti: Ciriaca. E così torniamo alla storia e alle sue tracce ancora evidenti. È Borghetto la nostra seconda parola e l’omonima porta segna l’accesso al centro storico di Gerace. È una delle tre rimaste delle 12 porte urbiche originarie. Proseguendo verso l’interno si incontra invece la Porta del Sole, così chiamata perché, essendo rivolta a oriente, all’alba accoglie i raggi nascenti e li lascia penetrare attraverso il suo arco.
La terza parola si trova proprio qui davanti: è Bombarde. Ieri la zona in cui erano posti i cannoni a difesa del territorio, oggi una meravigliosa terrazza sulla Costa dei Gelsomini.
Si erge fiera Gerace, offrendosi agli sguardi senza timidezza, consapevole del suo splendore. Si eleva da quello scrigno di ricchezze che è la Locride, vegliando su di essa dall’alto, oggi come ieri.
Lasciandola, non si può fare a meno di girarsi un’ultima volta a guardarla. Cuore di pietra in mezzo al verde, piccolo olimpo in mezzo alla valle. Bella tra le belle, accogliente ma inespugnabile.
da Redazione | Mar 5, 2024 | Blog/News, Calabria Natura
Circondata dal mare e ricca di eccellenze gastronomiche, qui Pitagora con la sua Scuola insegnò al mondo a pensare. Una regione in cerca della strada giusta per rilanciare l’economia turistica e che ha l’enorme opportunità di poter garantire stili di vita a misura d’uomo con radici antichissime
Aria salubre
Venite a respirare aria pulita in Calabria, terra in cui lo smog è solo una parola straniera! In Sila, sul Pollino, sull’Aspromonte, nelle Serre… Concedetevi un weekend lungo o una settimana nella regione più antica d’Italia, quella nella quale è stata scoperta, da due scienziati americani, la Dieta Mediterranea. La Calabria ha poche industrie (ormai si potrebbe dire per fortuna), non ha metropoli inquinate, ha un’orografia fatta di alte montagne, colline, valli e coste accarezzate di continuo dal vento. La Calabria è stretta ed è quasi del tutto circondata dal mare, per cui in trenta minuti di viaggio ti consente di passare dai panorami jonici e tirrenici a quelli delle foreste di pini larici e di abeti bianchi.
Natura lussureggiante
La Calabria è natura lussureggiante, è cultura, è tradizioni, è il profumo della storia, è stili di vita a misura d’uomo. Vieni in un borgo delle aree interne di cinque province che sono una più bella dell’altra: farai la spesa quotidiana salutando il panettiere, il fruttivendolo, il macellaio, la negoziante del piccolo esercizio di alimentari. Niente stress, niente aria irrespirabile e mascherine, niente mezzi pubblici in cui sembri più una sardina in un vasetto che non un essere umano, ma solo sorrisi e strette di mano.
Prodotti gastronomici
In Calabria si producono formaggi con il latte delle mucche e delle pecore, e non nelle industrie che usano le polverine. In Calabria i salumi sono un’arte, tramandata da secoli e secoli, che utilizza maiali allevati con cura e con alimenti di prima scelta: le “lacrime” delle soppressate e delle salsicce di Calabria sono lacrime di gioia, di gusto, di genuinità.
Ti chiediamo scusa viaggiatore e turista se ti imbatterai in qualche disagio dovuto a quanti hanno scambiato la politica per privilegio feudale e per gestione clientelare, invece che considerarlo un nobile strumento per occuparsi dei problemi e delle esigenze della comunità. Ma la gente di Calabria saprà accoglierti come se arrivassi in una famiglia. Prima di partire fatti una scorta di olio extravergine di oliva delle cultivar straordinarie che ancora si coltivano dal Reggino al Crotonese, dal Vibonese al Catanzarese e al Cosentino: forse conoscerai la Calabria per il suo tono “piccante”, ed è vero, ma ricorda che è soprattutto la terra dell’olio più buono e ricco del pianeta.
Storia e tradizioni
Muovendoti in Calabria, che è un immenso libro di storia, potrai giungere in comunità dove si parla ancora il greco antico, o la lingua degli arbëreshë albanofoni, o dove ascolterai parole che derivano dal greco di Achille e di Ulisse, dal latino di Cicerone, dall’arabo o addirittura dai Longobardi. L’eco dei millenni si avverte di continuo in Calabria, tra monumenti, tradizioni, parchi archeologici, e la ritrovi anche nei cibi: dai dolciumi alle carni e agli ortaggi, dalla pasta all’uso di erbe spontanee e di piante aromatiche.
In un prato della Calabria, o incamminandoti lungo qualche pendio affacciato sul mare, potrai comprendere il concetto di biodiversità, di ricchezza della natura e dei pascoli che nutrono greggi e mucche podoliche allevate allo stato brado. Intanto continua a respirare aria pulita, fanne buona riserva prima di ritornare a vivere tra la nebbia e le polveri sottili.
L’eredità della Magna Grecia
In Calabria lo smog non esiste e respirare aria pulita rappresenta la normalità. Il giorno in cui ci libereremo dello smog dei feudatari che ancora guardano al privilegio di pochi piuttosto che al benessere di tutti, ti diremo che il Paradiso in Terra immaginato dallo spirito profetico di Gioacchino da Fiore, lodato anche dal sommo Dante Alighieri, esiste davvero: e lo trovi in Calabria! E non dimenticare mai, viaggiatore, che in Calabria il mondo occidentale ha iniziato a pensare con Pitagora e la sua Scuola.
In Magna Grecia è nata la filosofia ed ogni scienza ha avuto la sua spinta iniziale: aritmetica, geometria, fisica, astronomia, medicina, regole della nutrizione connesse alle attività sportive, finanche la musicologia. Nella profondità di pensiero dei Calabresi ritroverai le radici del Pitagorismo che esaltò il concetto di armonia universale. E se accanto all’aria pura vorrai anche capire che vivi in una realtà troppo rumorosa, fai un salto a Serra San Bruno dove i Certosini scoprono Dio ogni giorno nel silenzio. Il silenzio quale via per incontrare Nostro Signore e coltivare la fede: lo insegnò Brunone di Colonia ai propri discepoli.
da Redazione | Gen 6, 2024 | Blog/News, Calabria Natura, Calabria trekking
Il primo sentiero tutelato come percorso tra storia, cultura e paesaggio dal Ministero della Cultura
ROMA E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili e delle aree ricadenti nel perimetro del Sentiero del Brigante da sottoporre a tutela paesaggistica. Lo comunica l’Agenzia Cult. Si tratta del più vasto provvedimento di tutela paesaggistico in Calabria ed è il primo sentiero tutelato come percorso tra storia, cultura e paesaggio dal Ministero della Cultura.
Il sentiero
Il Sentiero del brigante ( info su www.sentierodelbrigante.it ) si estende lungo 140 km, dall’Aspromonte alle Serre, attraversa 2 province, incrocia 31 Comuni e 5 centri storici delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, entrambi tutelati dal punto di vista paesaggistico che rappresentano i fulcri nodali di percezione del paesaggio urbano del contesto che si sta tutelando: Fabrizia, Mongiana, Bivongi, Serra San Bruno e Santo Stefano in Aspromonte.
Sentiero del Brigante: tutela paesaggistica in Calabria
Il provvedimento oltre a tutelare gli aspetti naturalistici, protegge anche centri storici attraverso regole qualitative condivise per la gestione delle trasformazioni in atto e future. Il Sentiero del brigante è un percorso culturale che diventa esperienza di conoscenza dei luoghi e di protezione dell’ambiente, della cultura e delle tradizioni, promozione delle risorse del territorio e sistema turistico alternativo e integrato. Si caratterizza infatti per il suo grande interesse naturalistico grazie alla presenza di foreste, torrenti, ruscelli, cascate, paesaggi alpestri e mediterranei, insediamenti rurali, dimore nobiliari, centri abitati, emergenze architettoniche, siti di archeologia industriale.
Dotato di segnavia di colore rosso-bianco-rosso con sigla SB nelle due direzioni di marcia, attraversa il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Regionale delle Serre. Da Gambarie a Carmelia, si articola in varie tappe, Zervò, Trepitò, Passo del Mercante, Passo della Limina, Mongiana, Bivongi, fino a Stilo, con strutture d’accoglienza lungo il cammino o nelle sue immediate vicinanze e può essere percorso a piedi, in mountain bike o a cavallo ed è indicato in alcuni tratti per le attività didattiche. Dall’inizio alla fine il sentiero incontra numerosi siti di grande interesse, antiche dimore nobiliari, strutture fortificate, resti archeologici, boschi ricchi di biodiversità, viste emozionanti, villaggi caratteristici e diventa così accoglienza del popolo dei viaggiatori.
Il provvedimento di tutela paesaggistica del Sentiero del Brigante in Calabria permette di valorizzare, divulgare e proteggere ulteriormente una vasta zona ambientale di primaria importanza naturalistica della Calabria e di tutto il Sud Italia.