da Redazione | Nov 1, 2023 | Calabria Borghi
Natura, storia e bellezze naturali si mescolano a Morano Calabro, piccolo paese a circa 700 metri di altitudine che si affaccia sul versante calabrese del monte Pollino, nel nord della Calabria. Entrato a far parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, Morano si presenta con tante casette di pietra l’una di fianco all’altra, che lasciano spazio alle vie le quali si dividono in stretti vicoli, archi e scalinate scavate nella pietra, ricreando degli scorci veramente particolari.
Il castello normanno-svevo risale al X secolo, ampliato nel 1200 per una maggiore difesa, ora è un rudere in cima al paese di Morano Calabro e la struttura ricorda quella del Maschio Angioino a dominare la valle del fiume Coscile. Fu Pietro Antonio Sanseverino a conferirgli l’attuale forma nel XVI secolo, chiamando i migliori architetti napoletani affinché lo rendessero più sfarzoso possibile, per utilizzare il castello come sua dimora estiva. Circondato da un fossato con ponte levatoio, il castello si presentava a tre piani con sei torrioni cilindrici e grandi stanze divise in più appartamenti. Nel 1806 fu bombardato per mano dei francesi, iniziando un declino che lo avrebbe portato a diventare un rudere. Alcuni tratti delle facciate sono stati però recuperati da recenti ristrutturazioni, come anche alcune stanze e due torrioni.
Le Chiese di Morano Calabro
Continuando il cammino verso il basso del paese, si incontra la chiesa di San Pietro e Paolo, costruita nell’anno 1000, che presenta al suo interno uno stile tardo-barocco, la più antica chiesa di Morano. Suddivisa in tre navate, il suo campanile è invece di epoca medievale. Proseguendo il vostro giro tra i vicoli troverete altri edifici religiosi di importante bellezza, come la chiesa di San Nicola di Bari e la chiesa e il Monastero di Bernardino da Siena.
Quest’ultimo rappresenta uno degli esempi più importanti di architettura francescana in Calabria. Sulla facciata si fanno strada due portali in pietra gialla in stile tardo-gotico, anche se non manca lo stile moderato degli ambienti francescani grazie all’uso dei materiali a vista. Al suo interno si possono trovare importanti opere d’arte: il soffitto ligneo a carena di nave, unico nella nostra regione, e il Polittico di Bartolomeo Vivarini, dipinto a Murano nel 1477.
Il museo Naturalistico a Morano Calabro
Unico nel suo genere in Calabria, il museo naturalistico diffuso il “Nibbio” è stato creato nel 1998, con lo scopo di valorizzare il centro storico e la sua identità, grazie al recupero di vecchie case che sono diventate luoghi da vivere e nei quali ritrovare un pezzo di memoria di Morano Calabro. Fa parte del progetto il Museo Naturalistico, dove si trovano varie sezioni monotematiche nelle quali si possono vedere collezioni di varie specie di animali e non solo: dai mammiferi agli uccelli, agli insetti, e ancora minerali e fossili, che raccontano la fauna, la flora, la geologia e la paleontologia del Pollino in relazione agli ecosistemi di altre aree del mondo.
La ricchezza della biodiversità presente in questa zona è raccontata attraverso veri animali, ritrovati senza vita e trasformati in reperti naturali, che in questo modo possono dare una chiara narrazione sul proprio comportamento nell’habitat naturale in cui sono nati.
Nel percorso di visita vi accompagnerà Nicola Bloise, ideatore e creatore del progetto, che da buon sognatore, molti anni fa ha deciso di lasciare il suo lavoro fisso per ritornare a Morano Calabro, con il sogno di recuperare vecchie case e far rivivere il borgo con vari progetti che lo coinvolgessero in più ambiti.
L’ospitalità diffusa
Morano Calabro sta portando avanti un progetto che riguarda le casette dell’ospitalità diffusa, che dopo essere state acquistate e restaurate, hanno dato vita ad un disegno di riqualificazione del centro storico, nella zona vicina al castello. Ogni casa è caratterizzata da una tematica e da un nome connesso allo stile che vi si può trovare dentro. Soffitta delle ginestre, casa del musicista, rifugio del viandante, casa dell’artista o ancora la torretta del poeta, sono tra i nomi che si trovano scritti vicino alle porte delle casette pronte ad accogliere viaggiatori e persone che ancora sanno stupirsi davanti alla bellezza racchiusa nei piccoli borghi e nelle piccole cose.
L’affaccio sulle cime del Pollino non può che rendere ancora più piacevole la permanenza a Morano Calabro dove si può godere una vita più lenta e genuina rispetto a quella frenetica che siamo abituati ormai nostro malgrado a vivere. Oggetti recuperati e restaurati costituiscono gli arredamenti delle abitazioni, realizzati seguendo il filo conduttore del riuso, che riprendono nuova vita grazie all’artigianalità, con il risultato anche di un minore impatto ambientale.
Gastronomia
Anche la gastronomia riveste uno spazio importante a Morano Calabro, da provare anche in alcuni degli spazi nei pressi del castello svevo, per godere di una suggestiva vista mentre si gustano i piatti tipici del luogo, con sfondo del Pollino e circondati dalle antiche mura. Un connubio tra buon cibo, natura e storia che fa bene al palato, ma anche alla vista.
Una delle pietanze tipiche del territorio è rappresentata dai primi piatti fatti in casa: lagane, tagliolini, gnocchi, e i tipici cavateddri, una specie di piccoli gnocchetti cavi, e i riscateddri, maccheroni da mangiare con il sugo di salsiccia. Piatto tipico per antonomasia è invece lo stoccafisso con patate. Sul territorio si producono inoltre un ottimo olio d’oliva e diversi tipi di formaggi lavorati artigianalmente fatti con latte di pecora locale, che vanno dal caciocavallo al pecorino, fino alla mozzarella, la treccia e la ricotta. Un formaggio tipico del luogo è la felciata, da consumare fresco appena fatto, viene presentato sulla tavola avvolto nelle foglie di felce.
Dal castello Normanno Svevo, alla chiesa di San Bernardino, al museo naturalistico, all’accoglienza diffusa grazie alle casette ristrutturate, Morano è un paese tutto da scoprire, tra paesaggi meravigliosi, passeggiate alla scoperta del patrimonio storico e l’ottima gastronomia locale.
da Redazione | Ott 26, 2023 | Calabria Borghi, Calabria trekking
La Calabria è una regione antica, che ha visto la presenza di tante popolazioni che hanno lasciato testimonianze attraverso i suoi borghi e centri storici.
L’autunno in Calabria è un periodo magico per esplorare i suoi borghi storici, dove le antiche tradizioni si fondono con le bellezze architettoniche e paesaggistiche. Questa affascinante regione, ricca di storia e cultura, offre un’esperienza autunnale unica che tutti gli amanti dei viaggi dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Ecco cinque borghi calabresi che dovrebbero essere nella tua lista di destinazioni autunnali
Fiumefreddo Bruzio
Fiumefreddo Bruzio è un pittoresco paesino con una lunga storia alle spalle. La sua bellezza è evidente sia nel centro storico, che si affaccia su una terrazza panoramica sul mare, sia nei maestosi ruderi del castello della Valle, costruito agli inizi del XIII secolo. Durante la visita, non perderti la Chiesa di Santa Maria ad Adnexis del Seicento e l’Abbazia di Fortelaurato risalente al XII secolo, che sono autentiche gemme architettoniche.
Altomonte
Altomonte è un borgo di origine medievale che ti stupirà con la sua architettura affascinante. La Chiesa di Santa Maria della Consolazione, costruita nel XIV secolo in stile angioino, è un esempio straordinario. Il castello normanno è un’altra attrazione imperdibile che racconta la storia millenaria di questa incantevole località.
Morano Calabro
Morano Calabro è una città che risale all’epoca romana e offre un tuffo nel passato essendo uno dei borghi calabresi più ricchi di storia. Qui, potrai esplorare i ruderi di un bellissimo castello Normanno-Svevo, risalente all’epoca medievale, insieme a pregevoli edifici religiosi come il Monastero di San Bernardino da Siena in stile gotico del XV secolo e la barocca Collegiata di Santa Maria Maddalena. Questi luoghi sono testimonianze tangibili della ricca storia di Morano Calabro.
Santa Severina
Santa Severina è un paese incantevole che ospita un magnifico castello normanno, costruito nell’XI secolo. Le opere architettoniche religiose qui sono altrettanto impressionanti, con la cattedrale eretta nel XIII secolo e il battistero di origine bizantina, risalente agli VIII-IX secoli. Non dimenticare di esplorare il quartiere “ebraico” della Iudea, che fu rifugio per diversi ebrei durante il XVI secolo, aggiungendo ulteriori strati di storia a questa località affascinante.
Bova
Bova è un borgo che ha radici nell’antica Grecia e continua a essere un punto di riferimento per la Calabria “greca”. Qui, le tradizioni artigianali e linguistiche greche persistono ancora. Il centro storico in forma di gradinata, i ruderi del castello normanno e la cattedrale medievale sono solo alcune delle attrazioni che puoi scoprire mentre ti immergi in questa cultura unica.
In autunno, questi borghi si trasformano in una tavolozza di colori e profumi, offrendoti un’esperienza indimenticabile. Cammina tra le stradine acciottolate, assapora la cucina locale e immergiti nella ricca storia di questa regione. La Calabria ti aspetta per un viaggio autunnale che rimarrà nel tuo cuore per sempre.
Visitare gli innumerevoli borghi calabresi in autunno vi permetterà di vivere un’esperienza unica ed indimenticabile.
da Redazione | Set 16, 2023 | Calabria Borghi, Calabria Parchi, Calabria trekking
Un meraviglioso cammino che unisce la cittadina di Soverato a quella di Pizzo mediante un percorso di oltre 50 chilometri: è la Calabria coast to coast!
La regione è stata inserita dal celebre magazine Time tra le migliori 50 destinazioni a livello mondiale, “The World’s Greatest Places of 2022”, proprio grazie a questo itinerario.
Dalla stupenda Costa degli aranci, lungo il Mar Ionio, la fitta rete di sentieri si snoda sino alla Costa degli Dei, sul versante del Tirreno. Lontano dai soliti tracciati turistici, il viaggiatore percorre, passo dopo passo, una terra dalla cultura millenaria alla scoperta di luoghi stupendi.
Per chi ama il trekking e il turismo lento attraversare la Calabria da parte a parte (dalla costa ionica a quella tirrenica) sarà un’esperienza unica e indimenticabile.
Scheda Tecnica
- Punto di partenza: Soverato (CZ)
- Punto d’arrivo: Pizzo (VV)
- Lunghezza: 55 km
- Dislivello: +2280 -2276 mt
- Tempo di percorrenza: 3 giorni
- Difficoltà: media
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l progetto: trekking tra sentieri e borghi meravigliosi
- Sono esattamente 55 i chilometri del percorso che unisce la costa ionica a quella tirrenica in un favoloso mix di paesaggi che vanno dal mare alla montagna, da spiagge mozzafiato a piccoli borghi, in uno straordinario contesto storico e naturale.
Come è nato il progetto? Inaugurato nel 2020, il cammino, noto anche come “Kalabria coast to coast”, è stato creato dall’Associazione Kalabria Trekking, che spinta dall’amore per la propria terra, ha cercato di concretizzare in un qualcosa di fruibile a tutti. L’obiettivo è quello di far conoscere la vera anima della Calabria attraverso scenari da cartolina tra spiagge, paesini, uliveti e pascoli di montagna.
Calabria coast to coast non è solo un itinerario da percorrere, ma anche un cammino da vivere, che vi permetterà di scoprire una cultura profonda e radicata, quella calabrese, che saprà emergere in tutte le sue tappe. È proprio grazie all’incontro con questi luoghi che il turista si trasforma in un viaggiatore emozionale!
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Calabria coast to coast: le tappe del cammino
- Il cammino Calabria coast to coast è suddiviso in 3 tappe, percorribili in circa 3 giorni.
Partendo da Soverato, un ridente borgo sulla costa ionica, famosa per le sue spiagge e la cucina tradizionale, passando per Petrizzi e Monterosso Calabro, arriverete nella città del tartufo, il gustosissimo gelato di Pizzo.
Il percorso è ben segnalato e si snoda tra sentieri, strade secondarie o sterrate. L’escursionista riceve, prima di incamminarsi, il “passaporto del viaggiatore”. Ciò permette di avere accesso e assistenza durante il tragitto e di collezionare i vari timbri, tra i paesi e le strutture ricettive in cui si sosta.
Percorrere questo cammino significa andare alla scoperta di una Calabria selvaggia e rustica, adatta a chi vuole praticare il turismo sostenibile.
Vediamo insieme le tappe dell’itinerario e tuffiamoci in questa splendida regione!
Da Soverato a Pizzo: il percorso che unisce i due mari
Soverato, la piccola cittadina ionica nota per le sue bianche spiagge, è la tappa iniziale del Calabria coast to coast. Dalla famosa insegna sul lungomare Europa, che reca il nome del paese, passando tra i torrenti Beltrame e Grifo, il tragitto si snoda sino alla cima de La Rosa. Da qui si può ammirare l’intero Golfo di Squillace. Siamo nel territorio delle Preserre Calabresi. Non perdete la stele di Sant’Antonio da Padova, prima di giungere a Petrizzi e terminare i vostri 13 chilometri.
La seconda tappa è la più lunga, sono quasi 24 i chilometri da percorrere da Petrizzi a Monterosso Calabro. Dalla centrale Piazza Regina Elena l’itinerario passa vicino a un antico ponte di pietra, dove è locata la Chiesa di Santa Maria della Provvidenza. Tra sentieri e campi di grano si giungerà prima a San Vito sullo Ionio e poi al Lago Acero. Attraversando la foresta di faggi, si arriva al dislivello più alto del cammino, il Monte Coppari. Tra viste mozzafiato sul Lago Angitola e il Tirreno, percorrerete la discesa che vi condurrà Monterosso Calabro.
- La terza tappa, lunga circa 19 chilometri, si snoda in un percorso iniziale tra gli ulivi e il Lago Angitola. Totalmente immersi nella natura e nella sua incantevole oasi protetta, giungerete poi a Rocca Angitola, un’antica costruzione normanna da cui ammirare le Serre Calabresi.
Se siete fortunati camminando verso Pizzo, potrete godere della vista sulla Costa degli Dei.
Arrivare al Castello di Murat, significa essere giunti alla destinazione finale. Il castello è famoso perché qui, nel 1815, venne fucilato il cognato di Napoleone. Pizzo Calabro è l’ultima tappa di questo meraviglioso percorso. Qui il passaporto del viaggiatore si completa con l’ultimo timbro che attesta di aver compiuto tutto il cammino Calabria coast to coast!
da Redazione | Set 7, 2023 | Calabria Borghi
Sulle orme dei vittoriani inglesi affascinati dal profondo Sud. Le meraviglie di una Locride più forte delle sue contraddizioni attraverso una accurata visita a Gerace.
Prima di salire verso Gerace facciamo due passi per le strade di Locri e passiamo da piazza Zaleuco. Poi sul lungomare vediamo la statua dedicata a Nosside. Zaleuco è considerato il primo legislatore della sua città e del nostro Occidente, anche se sulla sua opera abbiamo notizie indirette. Lui stesso è un personaggio leggendario. Di Nosside invece, posteriore di alcuni secoli, ci sono arrivati i versi, era una poetessa. Le hanno intitolato un premio letterario di poesia, giunto quest’anno alla XXXVIII edizione. Ogni anno viene pubblicato un volume, un’antologia dei testi in concorso.
Zaleuco e i garantisti
Su Zaleuco, invece, non mi pare si organizzino eventi. In un paese come il nostro, allergico alle regole, come potremmo celebrare il primo che ha provate a darcele, queste benedette regole? Oltretutto le punizioni per i trasgressori erano davvero severe e noi, intanto, ci siamo trasformati nel paradiso dei garantisti.
Pare che Gerace sia stata fondata dagli abitanti di Locri, in epoca medievale, quando le coste erano diventate paludose e insicure in tutta la regione. Per oltre dieci secoli la nuova città ha costituito il centro amministrativo e politico del territorio circostante. Poi circa un secolo fa, dalle alture le persone hanno cominciato a scendere in pianura, per stabilirsi lungo la Statale 106 e la linea ferroviaria. Così Gerace ha perso un po’ di abitanti, come tutti i paesi dell’interno.
Zaino in spalla
Solo dieci chilometri separano i due centri, ma sembrano due mondi lontani. Per le strade di Locri abbonda un’edilizia piuttosto disordinata, tra un palazzo e l’altro sopravvivono alcuni edifici liberty. Le coste calabresi sono state descritte come un’esposizione ininterrotta di materiali per l’edilizia, e la patria di Zaleuco non fa eccezione. A Gerace prevale la pietra, molti edifici imponenti, massicci, segnalano l’importanza passata di questa cittadina, mentre si sale verso la splendida cattedrale. Tante abitazioni sono vuote, in vendita o in abbandono, eppure le strade ripide sono percorse da visitatori italiani e stranieri, in questo giugno ancora non troppo caldo. I pullman depositano giù, fuori dalla prima porta, le comitive in visita, che prendono posto sul trenino turistico per scalare le varie parti del centro storico, fino al castello. Nonostante l’età media non proprio giovanissima i visitatori sono allegri come studenti in gita. Si notano anche coppie di mezza età, zaino in spalla, fisico asciutto, in marcia sotto il sole, come dovrebbero fare i veri viaggiatori. Non ci sono solo gruppi di passaggio, esistono alcune strutture alberghiere e diversi bed and breakfast che garantiscono una certa ricettività.
Barlaam da Seminara, vescovo di Gerace
I manuali di letteratura italiana citano sempre Barlaam da Seminara come il personaggio che ha riportato la conoscenza del greco tra i letterati del Trecento, ma non scrivono mai che era un vescovo, vescovo di Gerace e prima della nomina episcopale monaco nel monastero di Sant’Elia a Galatro. Molto stimato anche presso la corte di Bisanzio, da cui riceve cariche e riconoscimenti. Barlaam, vescovo nominato dal pontefice romano, era anche un ambasciatore, inviato presso la corte di Costantinopoli per migliorare i difficili rapporti con la chiesa greca. Cattolici e ortodossi erano già separati e reciprocamente ostili, ma ancora tra il Trecento e il Quattrocento ci furono tentativi di riavvicinamento.
I gruppi di turisti, tra una chiesa e l’altra (Gerace conta cento chiese) acquistano dolci tradizionali, i rafioli glassati di zucchero del Biscottificio Limone, semplici e buoni, e sostano nei bar disposti strategicamente nelle zone più frequentate.
Il grand tour a Gerace
Simone ha quarant’anni, ma ne dimostra meno. Affabile, premuroso, ci accoglie all’hotel Palazzo Sant’Anna e, in un paio di chiacchierate, tra una passeggiata e l’altra, ci racconta la sua vita, intrecciata con quella del luogo dove vive e lavora. Ci dice che ha fatto studi tecnici e ha iniziato a lavorare nelle strutture ricettive occupandosi degli impianti elettrici e della rete internet. Così ha capito che gli sarebbe piaciuto lavorare proprio in questo settore, si è iscritto a Lingue all’università, ma ha continuato a lavorare nel fine settimana e d’estate. Poi per la tesi di laurea, in letteratura inglese, ha scelto il periodo vittoriano, perché i viaggiatori inglesi sono stati molto importanti per far conoscere la Calabria e Gerace nel mondo. Infatti ci sono delle targhe a ricordo della presenza di Edward Lear; nell’agosto 1847 fu ospite della famiglia Scaglione in un bel palazzo poco più giù della cattedrale. Nel piccolo museo civico sono esposte le sue litografie e i disegni a cui si dedicò in quelle giornate. Prima di andare via ci porta nella piccola chiesa attigua all’hotel. Quando nel palazzo vivevano le monache di clausura seguivano la liturgia dietro le sbarre, che ancora sono visibili sia nell’hotel che nella chiesa. Nella sagrestia è ancora visibile la ruota per gli esposti, i bambini abbandonati, affidati alle suore dalle madri che non avevano la possibilità di occuparsene.
Nostalgia dei vecchi viaggiatori vittoriani
Poco sotto il convento sorgono due antichi ospedali, in uno dei quali aveva sede anche un Monte di Pietà. Dal Palazzo Sant’Anna e dalla passeggiata sottostante si gode un ampio panorama, le spiagge di Locri, Siderno e altri centri limitrofi. Da Locri pare siano arrivate le colonne che ancora oggi reggono le volte della cattedrale, nel Medioevo si faceva così. Le basiliche e i palazzi romani sono stati edificati smantellando gli edifici pagani. Gerace trasmette questo senso di continuità della storia, anche stando seduti al bar del Tocco o al ristorante “La broccia”. Non abbiamo a disposizione i tempi dilatati dei viaggiatori del Grand Tour, che si concedevano alcuni anni per conoscere con calma le regioni più estreme d’Europa e del vicino Oriente. Ci dobbiamo accontentare, ne vale comunque la pena.
Talmente ricca e complessa la storia in questo tratto di Calabria che ci si smarrisce, il primo legislatore d’Occidente, una poetessa di venticinque secoli fa, un vescovo che era di casa alla corte di Costantinopoli e che ha riportato la conoscenza del greco tra i primi appassionati dei classici, alla ricerca dei manoscritti dispersi.
In conclusione possiamo dire che, la ricca storia dell’arte della città può essere letta lungo le sue piazzette, i suoi vicoli, i muri delle sue case e i suoi palazzi storici e dalle numerose chiese monumentali edificate nel corso della sua lunga storia e, a buon diritto, Gerace è considerato come uno dei borghi più belli della nostra Penisola.
da Redazione | Ago 26, 2023 | Calabria Borghi, Calabria Natura
I 10 sentieri di trekking imperdibili per gli amanti dell’avventura
Il territorio della punta dello stivale è ideale per trascorrere lunghe e fantastiche giornate attraverso percorsi di trekking. Tra le lunghe coste, le montagne immerse nella natura e i borghi antichi, si scopre il lato più intimo della Calabria, che si svela in modo netto, nitido e vivo.
I numerosi sentieri di trekking in Calabria rappresentano da sempre il cuore del territorio, permettendo di entrare in contatto con la cultura, le tradizioni e le usanze dei luoghi.
Ci sono davvero molti percorsi di trekking in Calabria. In questo articolo elencheremo i migliori 10 sentieri di trekking in Calabria. Prima di partire, ti ricordo che puoi visitare la pagina Itinerari in Calabria e richiedere il tuo itinerario personalizzato.
Prepariamoci e andiamo alla scoperta dei suggestivi e numerosi percorsi di trekking in Calabria.
Cammino Basiliano
Uno dei sentieri più notevoli è il Cammino Basiliano, recentemente inaugurato. Con una lunghezza di 1.390 km, è uno dei cammini più lunghi al mondo (considerando che uno dei più famosi, il Cammino di Santiago, è lungo 800 km).
Il Cammino Basiliano è composto da 73 tappe che attraversano l’intera regione e può essere completato in 44 giorni. È un’esperienza di vita che porta alla scoperta dell’intero territorio calabrese, consentendo di immergersi completamente in esso.
Durante il percorso, si può godere dell’ospitalità di monasteri, castelli, B&B e strutture ricettive diffuse. Si tratta di un cammino che unisce fede, arte, storia, minoranze linguistiche greche e albanesi, natura incontaminata e paesaggi che si estendono tra mare e monti.
Si tratta di uno dei più grandi progetti turistici e spirituali della Calabria e del mondo. Per maggiori informazioni sul Cammino Basiliano, visita il sito dedicato www.camminobasiliano.it .
Sentiero del Brigante
Inserito nell’Atlante Digitale dei Cammini d’Italia del MIBACT, il Sentiero del Brigante collega l’Aspromonte alle Serre dell’Appennino, da Gambarie a Stilo o a Serra San Bruno. È composto da nove tappe con una lunghezza totale di 140 km. È possibile percorrere l’intero percorso in sette giorni, soggiornando nei punti di ritrovo o in tenda, oppure scegliere singole tappe.
Cammino di San Francesco di Paola
Il Cammino di San Francesco di Paola è un percorso di 105 km che attraversa i luoghi legati alla vita del Santo Patrono della Calabria, San Francesco di Paola. Il sentiero parte da Paola e si snoda attraverso suggestivi paesaggi fino a Pizzo Calabro. Durante il percorso si possono visitare santuari, eremi e luoghi storici legati alla figura di San Francesco di Paola.
Sentiero del Tracciolino
Il Sentiero del Tracciolino è un’antica strada ferrata che collegava Catanzaro con la Sila. Oggi è stato riqualificato e trasformato in un suggestivo percorso di trekking. La sua lunghezza è di circa 8 km e offre panorami mozzafiato sulle montagne circostanti e sulla valle del fiume Corace.
Sentiero degli Inglesi
Il Sentiero degli Inglesi è un percorso che si snoda lungo la costa tirrenica della Calabria, tra le località di Diamante e Praia a Mare. Prende il nome dai soldati inglesi che, durante la Seconda Guerra Mondiale, costruirono una strada panoramica lungo la costa. Oggi il sentiero è adatto per escursioni a piedi o in bicicletta, offrendo panorami spettacolari sul mare.
Santuario Sacra Spina
Santuario Sacra Spina Questo percorso di trekking collega due importanti santuari della Calabria: il Santuario del SS. Ecce Homo di Serra San Bruno e il Santuario della Sacra Spina di Belcastro. Lungo il sentiero si possono ammirare panorami suggestivi e immergersi nella spiritualità e nella storia dei due luoghi sacri.
Sentiero Monte Crocco
Passo dell’Abate Il Sentiero Monte Crocco – Passo dell’Abate è un percorso di circa 14 km che attraversa la Sila Grande, offrendo panorami spettacolari sulle montagne e sui laghi circostanti. Durante il percorso si può ammirare il maestoso Monte Crocco e raggiungere il suggestivo Passo dell’Abate.
Trekking in Calabria Coast to Coast
Il Trekking in Calabria Coast to Coast è un percorso di oltre 200 km che attraversa la Calabria da costa a costa, partendo da Amantea sul Mar Tirreno e arrivando a Crotone sul Mar Ionio. Lungo il percorso si possono scoprire paesaggi diversi, tra mare, montagne, fiumi e borghi antichi.
Sentiero per la Serra Dolcedorme
Il Sentiero per la Serra Dolcedorme è un percorso che porta alla vetta più alta della Calabria, la Serra Dolcedorme, che raggiunge un’altitudine di 2.267 metri. Il sentiero parte da Papasidero e offre panorami spettacolari sulla catena montuosa del Pollino.
Riserva Naturale Valli Cupe
La Riserva Naturale Valli Cupe si trova nella provincia di Cosenza ed è caratterizzata da un paesaggio spettacolare e suggestivo. Il percorso di trekking all’interno della riserva offre la possibilità di esplorare gole profonde, cascate e boschi incantevoli.
Spero che questa lista ti sia utile per scoprire i migliori percorsi di trekking in Calabria. Buon divertimento nella tua avventura all’aria aperta!
da Redazione | Ago 8, 2023 | Calabria Borghi, Calabria mare
Se sognate una vacanza all’insegna del relax, della natura e della cultura, San Nicola Arcella è la meta ideale per voi.
Questo piccolo comune della provincia di Cosenza, situato sulla Riviera dei Cedri, vi stupirà con le sue spiagge da sogno, il suo borgo antico e le sue attrazioni storiche e artistiche.
San Nicola Arcella si affaccia su una baia incantevole, racchiusa da uno strapiombo di 110 metri sul livello del mare e da un braccio roccioso che le conferisce la forma di un porto naturale.
Qui potrete ammirare una delle spiagge più belle della Calabria e dell’Italia: l’Arco Magno, una caletta nascosta da un grande arco naturale che si apre sulla scogliera. Per raggiungerla, potrete percorrere un sentiero panoramico o noleggiare una piccola imbarcazione o un pedalò e esplorare le grotte marine e i fondali ricchi di vita.
Ma San Nicola Arcella non è solo mare: è anche un luogo ricco di storia e di fascino. Il suo borgo originario risale all’epoca bizantina, quando i superstiti di Lavinium, antica città romana distrutta dai barbari, si rifugiarono su queste alture per sfuggire alle incursioni saracene.
Passeggiando per le sue stradine e i suoi vicoletti, potrete scoprire botteghe artigianali, punti di incontro culturali e ludici, chiese e palazzi storici. Non perdetevi il Belvedere, da cui potrete godere di una vista mozzafiato sulla costa, e il Vicolo Vineria, un’antica ludoteca trasformata in un luogo di ristoro e intrattenimento culturale, dove potrete assaggiare taglieri salati e dolci accompagnati da un buon bicchiere di vino, mentre ascoltate musica dal vivo o una lettura suggestiva.
San Nicola Arcella è anche il punto di partenza ideale per visitare altre località della Calabria e della Basilicata, come Praia a Mare, Scalea, Maratea e il Parco Nazionale del Pollino.
Per soggiornare a San Nicola Arcella, potrete scegliere tra diverse soluzioni di case vacanze e appartamenti in affitto, oppure optare per piccoli alberghi o villaggi turistici con piscina e lido privato.
Questo posto meraviglioso vi aspetta per regalarvi una vacanza indimenticabile tra mare e cultura in Calabria!